Ceramic Instruments soffia su 40 candeline
L’azienda creata da Primo Ferrari conta 16mila clienti e 700 fornitori. Una grande festa con il sindaco
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Celebrato il quarantesimo anniversario dalla fondazione di Ceramic Instruments, azienda sassolese creata da Primo Ferrari nel 1977.
Allo Sporting club tanti ospiti, tra clienti e fornitori, ma anche rappresentanti delle istituzioni e dell’imprenditoria, tra i quali il sindaco Claudio Pistoni e il patron di System Franco Stefani. «È una festa a sorpresa - ha detto Ferrari - ormai fuori dall'azienda - che mi fa piacere anche per quello che ha rappresentato per il territorio. Un inizio difficile ma poi, pian piano, appagante anche grazie all’amicizia quarantennale con l’ingegner Franco Stefani, amico d’infanzia». Negli anni Ottanta e Novanta il massimo fulgore a livello internazionale.
«Siamo arrivati ad avere - ricorda soddisfatto Ferrari - circa 16 mila clienti con quasi 700 fornitori, numeri da capogiro. Anche nei momenti di crisi del nostro Paese, lavorare con Germania, Francia, Spagna ma anche Iran e Medio Oriente ci faceva realizzare fatturati notevoli». A un certo punto la carta d'identità l’ha avuta vinta. «In un certo senso - conclude - ma ci sono state anche alcune vicissitudini familiari che mi hanno consigliato di passare il testimone a chi dopo di me ha fatto e farà bene, con continuità». Tirato in ballo, l’ingegner Stefani ha raccontato degli inizi difficili di quei tempi. «La partenza è stata complicata per tutti - ha detto tra l'altro - ma eravamo persone determinate e questo era importante. Vivevamo la nostra giovinezza con gite in moto e tanto lavoro. Oggi, dopo il boom di qualche decennio addietro, questa continua ad essere un’azienda necessaria a tutto il settore perché la strumentazione è la base della tecnologia ceramica. Loro sono dei costumer che servono proprio a fare strumenti speciali, quindi avranno senz'altro un futuro». Senza dubbio quest’azienda ha fatto la sua parte nella storia del distretto ceramico. «Sì -aggiunge Riccardo Prini di Ceramic Instruments - perché un’azienda che è nata nel 1977 per fare strumenti al servizio di tecnici di laboratorio, ovviamente non poteva fare altro che evolvere in funzione della normativa». Il geometra Ferrari ha detto che ha lasciato l’azienda in buone mani. «Penso di sì - conferma la presidente Bruna Pezzali - ma lui ha tracciato un bel percorso che noi stiamo continuando con umiltà, vivendo giorno dopo giorno, senza montarci la testa, cercando di fare il possibile perché si possa continuare, rimanendo con i piedi per terra». Le conferme arrivano da Alberto Stefani (commerciale Italia) e Roberto Botti (tecnico e socio). «Il mercato risponde bene - dicono - ma faremo leva sull’entusiasmo che ci accomuna, nuovi e vecchi soci, per continuare ad avere successo». (a.s.)
Allo Sporting club tanti ospiti, tra clienti e fornitori, ma anche rappresentanti delle istituzioni e dell’imprenditoria, tra i quali il sindaco Claudio Pistoni e il patron di System Franco Stefani. «È una festa a sorpresa - ha detto Ferrari - ormai fuori dall'azienda - che mi fa piacere anche per quello che ha rappresentato per il territorio. Un inizio difficile ma poi, pian piano, appagante anche grazie all’amicizia quarantennale con l’ingegner Franco Stefani, amico d’infanzia». Negli anni Ottanta e Novanta il massimo fulgore a livello internazionale.
«Siamo arrivati ad avere - ricorda soddisfatto Ferrari - circa 16 mila clienti con quasi 700 fornitori, numeri da capogiro. Anche nei momenti di crisi del nostro Paese, lavorare con Germania, Francia, Spagna ma anche Iran e Medio Oriente ci faceva realizzare fatturati notevoli». A un certo punto la carta d'identità l’ha avuta vinta. «In un certo senso - conclude - ma ci sono state anche alcune vicissitudini familiari che mi hanno consigliato di passare il testimone a chi dopo di me ha fatto e farà bene, con continuità». Tirato in ballo, l’ingegner Stefani ha raccontato degli inizi difficili di quei tempi. «La partenza è stata complicata per tutti - ha detto tra l'altro - ma eravamo persone determinate e questo era importante. Vivevamo la nostra giovinezza con gite in moto e tanto lavoro. Oggi, dopo il boom di qualche decennio addietro, questa continua ad essere un’azienda necessaria a tutto il settore perché la strumentazione è la base della tecnologia ceramica. Loro sono dei costumer che servono proprio a fare strumenti speciali, quindi avranno senz'altro un futuro». Senza dubbio quest’azienda ha fatto la sua parte nella storia del distretto ceramico. «Sì -aggiunge Riccardo Prini di Ceramic Instruments - perché un’azienda che è nata nel 1977 per fare strumenti al servizio di tecnici di laboratorio, ovviamente non poteva fare altro che evolvere in funzione della normativa». Il geometra Ferrari ha detto che ha lasciato l’azienda in buone mani. «Penso di sì - conferma la presidente Bruna Pezzali - ma lui ha tracciato un bel percorso che noi stiamo continuando con umiltà, vivendo giorno dopo giorno, senza montarci la testa, cercando di fare il possibile perché si possa continuare, rimanendo con i piedi per terra». Le conferme arrivano da Alberto Stefani (commerciale Italia) e Roberto Botti (tecnico e socio). «Il mercato risponde bene - dicono - ma faremo leva sull’entusiasmo che ci accomuna, nuovi e vecchi soci, per continuare ad avere successo». (a.s.)
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