Concessioni da rifare: tutte scadute
di Carlo Gregori
Primo passo sarà la riattivazione dei permessi per tre baracchine. I Cedri perde i diritti? L’incognita del riavvio dei cantieri
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In Comune si attende il “dopo-Vasco” per fare il punto sul percorso burocratico, sicuramente lungo e complesso, per riprendere in mano il filo dell’ “affare chioschi” dopo tre anni e mezzo di sequestro. Non c’è più solo un passato da giudicare: dopo la sentenza che ha assolto amministratori, dirigenti e soprintendenti, c’è da capire il futuro dei cantieri. Si dovrà ripartire dallo stallo attuale tenendo conto dei problemi che si sono accumulati negli anni.
Primo scoglio per l’Amministrazione Muzzarelli che eredita lo scottante dossier chioschi dalla Giunta Pighi: il rinnovo di tutte le licenze per i concessionari, tutte scadute in questi tre anni e mezzo di sequestro preventivo disposto dal Tribunale. Le concessioni erano infatti subordinate all’avanzamento dei lavori per la costruzione dei nuovi chioschi, ma il fermo causato dai sequestri le ha rese vane.
Tre licenze verranno analizzate e discusse direttamente: riguardano i chioschi Elio, Tosco e Bobotti. La quarta, quella de I Cedri, è invece decaduta precedentemente perché il concessionario non aveva rispettato i tempi di costruzione previsti nelle disposizioni del Comune. Il titolare della concessione per I Cedri - che ricordiamo è tutt’ora un’area verde con cespugli di fronte alla ex Questura - perderà ogni diritto oppure potrà riattivarla? Pare che non ci siano preclusioni a riesaminare il dossier I Cedri, qualora l’ex concessionario lo richieda.
Secondo scoglio: il ritorno dei cantieri. Non esistono date sulla “liberazione” dai sigilli giudiziari dei chioschi. La sentenza del giudice Barbara Marvasi prevede la decadenza della misura cautelare del sequestro ed è teoricamente esecutiva, ma gli studi legali coinvolti, compreso l’ufficio legale del Comune, sono impegnati a capire tempi e percorsi per arrivare al più presto a togliere e recinzioni.
Indicativamente, per partire si attende il deposito delle motivazioni della sentenza, tra un mese (inizi agosto). È presumibile, secondo le indicazioni disponibili, che se si deciderà di ripartire e se le pratiche del Comune saranno tutte completate, i cantieri riapriranno all’inizio di autunno.
Terzo scoglio: i concessionari. Che abbiano subito danni in tre anni e mezzo di stop forzato, è indiscutibile. Quali e quanti danni, è invece oggetto di discussione. Nessuna discussione diretta con il Comune, finora: l’amministrazione ha sempre preferito tenere congelata la questione in attesa della sentenza. Ora si è arrivati al punto e il Comune dovrà affrontare il nodo con i concessionari. Riassumendo, la Procura ha fatto sapere che ricorrerà in appello per i dirigenti comunali, mentre Italia Nostra, parte civile, si deve ancora esprimere: dopodiché si affronterà il nuovo avvio dei cantieri. I chioschi (per ora) si faranno: è l’unica certezza emersa dalla sentenza.
Primo scoglio per l’Amministrazione Muzzarelli che eredita lo scottante dossier chioschi dalla Giunta Pighi: il rinnovo di tutte le licenze per i concessionari, tutte scadute in questi tre anni e mezzo di sequestro preventivo disposto dal Tribunale. Le concessioni erano infatti subordinate all’avanzamento dei lavori per la costruzione dei nuovi chioschi, ma il fermo causato dai sequestri le ha rese vane.
Tre licenze verranno analizzate e discusse direttamente: riguardano i chioschi Elio, Tosco e Bobotti. La quarta, quella de I Cedri, è invece decaduta precedentemente perché il concessionario non aveva rispettato i tempi di costruzione previsti nelle disposizioni del Comune. Il titolare della concessione per I Cedri - che ricordiamo è tutt’ora un’area verde con cespugli di fronte alla ex Questura - perderà ogni diritto oppure potrà riattivarla? Pare che non ci siano preclusioni a riesaminare il dossier I Cedri, qualora l’ex concessionario lo richieda.
Secondo scoglio: il ritorno dei cantieri. Non esistono date sulla “liberazione” dai sigilli giudiziari dei chioschi. La sentenza del giudice Barbara Marvasi prevede la decadenza della misura cautelare del sequestro ed è teoricamente esecutiva, ma gli studi legali coinvolti, compreso l’ufficio legale del Comune, sono impegnati a capire tempi e percorsi per arrivare al più presto a togliere e recinzioni.
Indicativamente, per partire si attende il deposito delle motivazioni della sentenza, tra un mese (inizi agosto). È presumibile, secondo le indicazioni disponibili, che se si deciderà di ripartire e se le pratiche del Comune saranno tutte completate, i cantieri riapriranno all’inizio di autunno.
Terzo scoglio: i concessionari. Che abbiano subito danni in tre anni e mezzo di stop forzato, è indiscutibile. Quali e quanti danni, è invece oggetto di discussione. Nessuna discussione diretta con il Comune, finora: l’amministrazione ha sempre preferito tenere congelata la questione in attesa della sentenza. Ora si è arrivati al punto e il Comune dovrà affrontare il nodo con i concessionari. Riassumendo, la Procura ha fatto sapere che ricorrerà in appello per i dirigenti comunali, mentre Italia Nostra, parte civile, si deve ancora esprimere: dopodiché si affronterà il nuovo avvio dei cantieri. I chioschi (per ora) si faranno: è l’unica certezza emersa dalla sentenza.
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