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INTERVISTA AL DIRIGENTE DI MICROSOFT ITALIA 

Il manager Esposito: «Il cloud per le pmi? Potenzialità enormi»

di Stefano Turcato
Il manager Esposito: «Il cloud per le pmi? Potenzialità enormi»

Si chiama “cloud”, in italiano nuvola, e in sintesi si può definire uno spazio di archiviazione personale con la particolarità di essere accessibile in qualsiasi momento, e soprattutto in ogni luogo,...

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Si chiama “cloud”, in italiano nuvola, e in sintesi si può definire uno spazio di archiviazione personale con la particolarità di essere accessibile in qualsiasi momento, e soprattutto in ogni luogo, utilizzando la connessione internet indipendentemente dal supporto scelto, smartphone, tablet o Pc che sia. Non tutti sono a conoscenza delle potenzialità enormi di questa tecnologia e diventa interessante esplorare i campi sterminati di utilizzo che possono farne le imprese, in modo particolare le pmi, sempre più impegnate in processi di internazionalizzazione in una realtà globale che ogni giorno di più può essere dominata a distanza senza l’esigenza della presenza fisica. Ne parliamo con un manager di uno dei maggiori colossi mondiali del settore informatico. Con Vincenzo Esposito, direttore della Divisione pmi e partner di Microsoft Italia, cerchiamo di capire la sua visione dello scenario delle pmi, i modelli imprenditoriali e la trasformazione digitale.

«L’interesse verso le pmi - dice Esposito - ha per Microsoft un significato strategico: l’economia italiana si fonda in larga parte su aziende che spesso non superano i cinque dipendenti. Con l’esplosione del cloud negli ultimi anni abbiamo constatato opportunità più significative per queste realtà che possono sfruttare un importante abilitatore di tecnologia a prezzi contenuti, con un modello che non richiede grandi investimenti iniziali. Il cloud storage sincronizza tutti i propri file preferiti in un unico posto, con il conseguente vantaggio di riscaricarli, modificarli, cancellarli, aggiornarli, senza avere quindi più il bisogno di portare con sé hard disk esterni, pen drive o qualsiasi altra cosa che normalmente è possibile perdere o dimenticare. È un elemento di democrazia che aiuta le piccole realtà a dotarsi di strumenti tecnologici avanzati, fino a poco tempo fa riservati alle grandi aziende. Presentiamo sul mercato dei prodotti e al tempo stesso abbiamo una rete di 9mila partner che ci aiutano a diffondere la nostra tecnologia sul territorio».

Una degli obiettivi primari del lavoro quotidiano di Esposito e di Microsoft Italia è colmare il divario culturale che tuttora divide le pmi italiane rispetto a tante altre realtà nel mondo. E la conferma è evidenziata da una ricerca Microsoft - Ipsos Mori che ha indagato l’atteggiamento delle pmi italiane verso l’innovazione.

«Dall’indagine - sottolinea Esposito - risulta che le scelte relative a Information Technology non sono ancora frutto di processi decisionali strutturati e che l’Italia è il primo tra i Paesi europei in cui le pmi dichiarano di non avere un business plan strutturato».

In Italia le pmi sono frenate in questo ambito da un gap culturale ancora grave.

«Le aziende fanno fatica ad abbracciare la tecnologia: c’è ancora paura. Il cloud è capito da alcuni, meno da altri. C’è differenza fra nord e sud poi dipende dall’età media nell’impresa. Dove non arriviamo noi direttamente, ci serviamo dei nostri partner che concretamente portano la trasformazione digitale all’interno delle pmi. Nel febbraio scorso abbiamo inaugurato una nuova sede a Milano, la Microsoft House: questa sede ha due piani dedicati al cliente, alle scuole, alle startup con aree di coworking».

Dubbi sulla sicurezza?

«In realtà il cloud offre maggiori garanzie di sicurezza. In Microsoft abbiamo due squadre di ingegneri, noi le chiamiamo la rossa e la blu: da una parte chi fa il lavoro di hacker per cercare di penetrare nei nostri sistemi e dall’altra chi fa l’attività opposta respingendo gli attacchi e questo fa capire i livelli di sicurezza cui siamo arrivati».

Nel Modenese ci sono già esempi virtuosi?

«Ci sono aziende di successo che fanno leva sul cloud computing come Puro di Modena nel mercato dell’elettronica con accessori e Bellco di Mirandola nel biomedicale. Per Puro il cloud si è rivelato un’ottima opportunità senza investire in nuovo hardware: manutenzione, consolidamento dell’infrastruttura, prevenzione di guasti, fermi macchina, ripristino di sistemi e dati, le attività più strategiche e dispendiose del reparto IT, sono gestite dal partner Sarce e sono diventate una voce di costo facilmente predicibile. Riguardo a Bellco, è stata unificata la posta elettronica, riducendo i costi di gestione, lo spam e aumentando notevolmente le prestazioni delle caselle. Un utilizzo più esteso di SharePoint e Skype for Business permette di incrementare l’efficienza grazie ad esempio alle videoconferenze gestibili con pochi clic».



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