DURA REPLICA DI LOSAVIO AL SINDACO
Italia Nostra: «Muzzarelli, lei è vittima dei suoi schemi»
Ha atteso qualche ora e dopo una riflessione e soprattutto dopo aver letto le dichiarazioni del sindaco Gian Carlo Muzzarelli contro di lui e Italia Nostra, accusati di aver esposto alla pubblica...
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Ha atteso qualche ora e dopo una riflessione e soprattutto dopo aver letto le dichiarazioni del sindaco Gian Carlo Muzzarelli contro di lui e Italia Nostra, accusati di aver esposto alla pubblica gogna e all’aula del tribunale il Comune, il presidente Giovanni Losavio interviene.
«Vittima del suo schema polemico, il sindaco stenta a capire che nell’insediamento dei chioschi in muratura dentro il monumentale Parco della Rimembranza (in funzione dichiarata di promozione commerciale) il pubblico ministero ha ravvisato profili di illecito: contravvenzioni alle norme urbanistiche e del codice beni culturali, non accuse infamanti. E ha perciò esercitato l’azione penale, richiedendo il sequestro dei veri e propri cantieri edili, che il Gip ha disposto, il Tribunale del riesame ha per due volte confermato e infine la Corte di Cassazione ha confermato la decisione del Tribunale, valutando anche il fondamento nel merito delle misure cautelari». E prosegue: «Non è quindi questione di ricorsi e carte bollate; gli imputati assolti non sono stati “ingiustamente accusati” “da chi pretende di imporre le sue tesi minoritarie”».
«Nei loro confronti è stata promossa un’azione pubblica alla quale il pm non intende affatto rinunciare di fronte alla assoluzione pronunciata dal Tribunale che perciò, si è appreso, sarà impugnata in appello. Gravissima l’affermazione del sindaco che la stessa democrazia cittadina è stata ferita dalla motivata e responsabile del Pubblico Ministero, coperta da molteplici decisioni del Giudice e perfino dalla Corte di legittimità», conclude Losavio.
Il presidente di Italia Nostra non ha voluto commentare la sentenza del processo al quale ha partecipato come parte civile. Italia Nostra, però, può impugnare la sentenza e chiedere l’appello. Losavio ha fatto sapere che deciderà dopo aver letto le motivazioni.
«Vittima del suo schema polemico, il sindaco stenta a capire che nell’insediamento dei chioschi in muratura dentro il monumentale Parco della Rimembranza (in funzione dichiarata di promozione commerciale) il pubblico ministero ha ravvisato profili di illecito: contravvenzioni alle norme urbanistiche e del codice beni culturali, non accuse infamanti. E ha perciò esercitato l’azione penale, richiedendo il sequestro dei veri e propri cantieri edili, che il Gip ha disposto, il Tribunale del riesame ha per due volte confermato e infine la Corte di Cassazione ha confermato la decisione del Tribunale, valutando anche il fondamento nel merito delle misure cautelari». E prosegue: «Non è quindi questione di ricorsi e carte bollate; gli imputati assolti non sono stati “ingiustamente accusati” “da chi pretende di imporre le sue tesi minoritarie”».
«Nei loro confronti è stata promossa un’azione pubblica alla quale il pm non intende affatto rinunciare di fronte alla assoluzione pronunciata dal Tribunale che perciò, si è appreso, sarà impugnata in appello. Gravissima l’affermazione del sindaco che la stessa democrazia cittadina è stata ferita dalla motivata e responsabile del Pubblico Ministero, coperta da molteplici decisioni del Giudice e perfino dalla Corte di legittimità», conclude Losavio.
Il presidente di Italia Nostra non ha voluto commentare la sentenza del processo al quale ha partecipato come parte civile. Italia Nostra, però, può impugnare la sentenza e chiedere l’appello. Losavio ha fatto sapere che deciderà dopo aver letto le motivazioni.
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