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Scuola di polizia, è caccia agli attentatori 

Scuola di polizia, è caccia agli attentatori 

Al vaglio filmati delle telecamere ma sinora niente immagini utili. C’è una probabile via di fuga. Digos: non è terrorismo

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Attentato alla scuola di formazione della polizia locale a Modena Est: chi ha fatto esplodere le bombe rudimentali ha sicuramente studiato bene il piano d’azione, calcolando i tempi e soprattutto studiando la via di fuga da percorrere dopo le esplosioni. Allo stato attuale, infatti, non vi sono immagini di chi ha agito in modo pressoché indisturbato l’altra notte, piazzando in via Busani tre ordigni e facendoli saltare verso le 4.30. Due esplosioni, perché la terza bomba non si è innescata, che hanno squarciato una serranda metallica su un lato della struttura, mentre quella sul retro ha creato solo annerimenti e un leggero danneggiamento. È questo il fatto più rilevante: la bomba sul retro era stata collocata proprio davanti ad una porta di ferro, piuttosto robusta. Scelta inopportuna? Non pare: dietro quella porta c’era il vano caldaie e proprio su un tubo del gas di collegamento era stato posizionato l’ordino, una bomba fai da te ottenuta assemblando una miccia, fiammiferi, un grosso petardo, una bomboletta del gas da campeggio e un contenitore con liquidi infiammabile. Se la bomba e le fiamme avessero invaso il vano caldaie, lo stabile tutto sarebbe potuto saltare in aria. Così non è stato, anche perché, come riferito dagli inquirenti, questi ordigni non erano potentissimi, non della portata, per intenderci, di quelli usati a Bologna contro la caserma dei carabinieri. Basso potenziale, ma sempre bombe. Niente immagini: ad una prima analisi le telecamere di via Indipendenza e altre in zona non hanno immortalato nessuno. Rammarico nel quartiere e non solo per le telecamere nella piazzetta dove c’è la chiesa ortodossa, telecamere bloccate per motivi burocratici e che in questo caso sarebbero state molto utili. Ma è molto probabile che i malviventi siano arrivati in via Busani dai campi, dal verde circostante, partendo da dove c’è l’Oplà. L’auto per la fuga magari era in sosta in via dell’Artigianato, raggiungibile da via Gasperini o Pederzoli.

Come affermano alla Digos e come sottolinea lo stesso questore Fassari, non si tratta né di terrorismo né di un attentato legato al concerto di Vasco Rossi. Come ha sottolineato il procuratore Musti, si è voluto colpire il Comune e la polizia municipale, un atto gravissimo, per significato e modalità.

Intanto la Confcommercio condanna il vile attentato alla scuola di polizia locale, simbolo della comunità modenese, esprimendo la propria solidarietà: «Dalle prime ricostruzioni appare evidente come non si tratti di una mera bravata, ma si sia invece di fronte ad un atto gravissimo, perpetrato da chi ha voluto colpire un simbolo della comunità modenese ed i valori di legalità, sicurezza e giustizia di cui la scuola è portatrice. Il forte auspicio è che le indagini in corso possano quanto prima condurre all'individuazione degli autori dell'attentato».

Stefano Totaro

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