Addio all’edicola di via Emilio Po
di Beppe Manni
Il Villaggio Artigiano perde un altro dei suoi punti di riferimento e aggregazione
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Ieri ha chiuso la storica edicola di Via Emilio Po 241, nata negli anni cinquanta insieme al Villaggio Artigiano di Modena Ovest. Il gestore Maurizio Piccinini dopo 16 anni di attività va in pensione. Non si è ancora trovato nessuno che rilevi l’attività. E’ un altro pezzo storico del glorioso Villaggio che se ne va. La storia del primo Villaggio Artigiano d’Italia è conosciuta: cento officine si insediarono qui nei primi anni 50. Poi progressivamente le ditte più forti sono state delocalizzate, altre hanno chiuso, moltissimi capannoni sono rimasti vuoti. Qualche altra impresa ha occupato gli spazi vuoti ma la sensazione per chi entra nelle strade del Villaggio è di abbandono. Al Villaggio fino agli anni 90 c’erano luoghi da aggregazione come la mensa per gli operai, un centro civico, la chiesetta parrocchiale, qualche negozio di alimentari. Due sezioni di partito. Poi anche questi centri di ‘socializzazione’ sono scomparsi. Rimangono una decina di negozi e studi lungo via Po: due bar, un fornaio, un veterinario, un abbigliamento, un dentista, una pizzeria da asporto, una tabaccheria, un barbiere. Un’officina meccanica, una carrozzeria e poco più. Altri negozi stanno chiudendo, anche perché nonostante la crisi delle piccole botteghe, si sta aprendo una altro supermercato proprio in fondo a via E. Po vicino alla Via Emilia. I negozi vivono stentatamente e tolto i bar non sono punti di riferimento per ila gente del luogo.
Il centro per anziani lì vicino, aggrega un buon numero di persone ma prevalentemente antichi abitanti del vecchio Villaggio. Il comune per opera di una cooperativa da qualche anno ha attrezzato un vecchio capannone in via Biondo per iniziative culturali che dovrebbero creare un punto di aggregazione. Si chiama Ovestlab. Oggi con la dismissione della ferrovia e l’apertura di tre passaggi ciclo-pedonali sembra che si possa avviare finalmente una qualche integrazione tra il Villaggio Artigiano e il quartiere storico della madonnina.
Dunque la storica edicola di via Emilio Po 141 chiude. L’edicola era frequentata quotidianamente da molti cittadini anziani, pensionati, famiglie e bambini: ci si conosceva, si scambiavano quattro chiacchiere: gli ultimi fili di un tessuto sociale che si è andato stappando anno dopo anno. Il gestore dell’edicola Maurizio impegnato nel volontariato e nel teatro come tecnico scenografico e attore, era un tipo che ci sapeva fare, conosceva personalmente i suoi clienti. Sapeva consigliare e ascoltare. Era un punto di riferimento per tutti.
Il centro per anziani lì vicino, aggrega un buon numero di persone ma prevalentemente antichi abitanti del vecchio Villaggio. Il comune per opera di una cooperativa da qualche anno ha attrezzato un vecchio capannone in via Biondo per iniziative culturali che dovrebbero creare un punto di aggregazione. Si chiama Ovestlab. Oggi con la dismissione della ferrovia e l’apertura di tre passaggi ciclo-pedonali sembra che si possa avviare finalmente una qualche integrazione tra il Villaggio Artigiano e il quartiere storico della madonnina.
Dunque la storica edicola di via Emilio Po 141 chiude. L’edicola era frequentata quotidianamente da molti cittadini anziani, pensionati, famiglie e bambini: ci si conosceva, si scambiavano quattro chiacchiere: gli ultimi fili di un tessuto sociale che si è andato stappando anno dopo anno. Il gestore dell’edicola Maurizio impegnato nel volontariato e nel teatro come tecnico scenografico e attore, era un tipo che ci sapeva fare, conosceva personalmente i suoi clienti. Sapeva consigliare e ascoltare. Era un punto di riferimento per tutti.
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