Gazzetta di Modena

Modena

Rogo doloso distrugge il “Sole del Sud” 

di Patrizia Cantusci
Rogo doloso distrugge il “Sole del Sud” 

Dopo la chiusura forzano l’ingresso e cospargono il negozio di liquido infiammabile. La titolare in lacrime: «Mai minacce»

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NONANTOLA. «A mezzanotte e quaranta mi sono fermata sotto il portone di casa per rispondere al messaggio di un’amica. La serata era andata bene. Ogni venerdì organizziamo un evento a tema per i nostri avventori. La decisione di aver pensato a cibi palermitani si era rivelata vincente. Questo stavo pensando mentre salivo le scale di casa. Mezzora dopo mi telefona una signora del condominio del negozio. Era in fiamme. Era distrutto».

Piange, Elisa Diana, titolare di “Sole del Sud”, esercizio di prodotti tipici campani al civico 10 di via Longarone, nel ripercorrere il racconto di quei minuti della notte tra venerdì e ieri che hanno visto il suo lavoro e i suoi sacrifici smarriti per sempre dentro le fiamme che hanno divorato negozio, suppellettili, arredi, provviste.

Fiamme dolose, che rovesciano su Nonantola un inquietante alone di criminalità, e di mistero. Nel quale l’ipotesi del racket non può essere esclusa

Gli attentatori - più presumibilmente uno - si sono introdotti nel negozio dopo aver forzato il lucchetto della serranda esterna. Hanno cosparso gli arredi di liquido infiammabile, in modo da essere certi che il fuoco avrebbe fatto presa. E così, purtroppo, è stato. Il negozio era coperto da assicurazione. Si parla comunque di decine i migliaia di euro di danni, che sono ancora in corso di quantificazione,

Elisa, originaria del Casertano, ha raccontato ai carabinieri di non avere mai ricevuto minacce che facessero sospettare questo drammatico epilogo. «Non credevo ai miei occhi, non credevo stesse accadendo proprio a me - ha detto Elisa in lacrime - Sentivo le grida di chi ci esortava affinché ci allontanassimo. Alcune persone si erano avvicinate con secchi d’acqua e l’invito perentorio ad andare via nel caso fosse esploso è stato, alla fine, assecondato. I Vigili del Fuoco sono accorsi subito però l’idea che i danni fossero irreparabili era già nella mia disperazione».

A febbraio Elisa Diana aveva spostato l’attività a ridosso del centro, da via Giordano Bruno a via Longarone. Già a via Bruno era stata vittima di un atto vandalico. Una vetrina frantumata in piena notte. Ma Elisa rigetta le interpretazioni: «Appartengo ad una famiglia di lavoratori che vive a Modena dagli anni Ottanta. Mia madre ha passato una vita nella metallurgia e mio padre ha sempre lavorato nella muratura. Alcune delle persone assiepate sul luogo suggerivano eventuali intimidazioni mafiose. Rispondo che non è possibile. Mi duole, aggiunge dolore ad un dolore già grande. Sono voci che feriscono molto».

Nel corso dell’incendio sono stati momentaneamente evacuati gli inquilini dei piani superiori. Ai quali i carabinieri della Compagnia di Modena chiederanno di testimoniare, acquisendo anche le immagini della videosorveglianza.

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