consulta per l’integrazione
Festa dell’amicizia con menù stranieri: record di 400 partecipanti
Tutto esaurito per la Festa dell’Amicizia che si è svolta ieri al circolo Graziosi di via Sigonio: al pranzo hanno partecipato le comunità straniere del territorio delle Terre d’Argine per...
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Tutto esaurito per la Festa dell’Amicizia che si è svolta ieri al circolo Graziosi di via Sigonio: al pranzo hanno partecipato le comunità straniere del territorio delle Terre d’Argine per sottolineare come la convivenza e l’integrazione passino per lo stare insieme.
L’iniziativa è stata organizzata in occasione della fine del mese di Ramadan, dalla Consulta per l’Integrazione dei cittadini stranieri. Per forte volontà dei fedeli musulmani, la festa è stata concepita non come celebrazione religiosa, bensì come momento aperto a tutti: credenti di tutte le fedi così come non credenti, accumunati soltanto dalla voglia di stare insieme e conoscersi.
Il pranzo, la cui partecipazione al quale è stata a offerta libera ha visto susseguirsi un menù variegato composto dalle pietanze tipiche dei paesi d’origine delle varie comunità presenti. Dalla samosa (antipasto di patate e piselli in pastella) al riso con carne, dal ciath misto (patate, yogurt, ceci) alla pakora (verdure fritte in pastella), passando per l’agnello in umido fino al rasgulla (dolce con latte, zucchero, limone) e allo jalebi (dolce con zucchero, limone, acqua di rose e sciroppo), assaggiare i sapori di tante terre differenti è stato un modo per conoscere meglio gli usi e i costumi delle persone che vanno a comporre il mosaico etnico del territorio.
L’iniziativa, giunta alla sua terza edizione, ha coinvolto un numero crescente di persone, tanto che, lo scorso anno, si è arrivati a oltre 400 partecipanti. «Il successo di questo bel momento di condivisione - spiega il Presidente della Consulta per l’integrazione Ousmane Cisse - testimonia come la volontà di stare insieme sia viva e forte. Il periodo non è certo facile per chi pensa che il dialogo e l’integrazione siano l’unica soluzione per costruire una società più giusta e pacifica, ma questa è un’opera di tessitura da portare avanti giorno dopo giorno, senza mai fermarsi». (s.a.)
L’iniziativa è stata organizzata in occasione della fine del mese di Ramadan, dalla Consulta per l’Integrazione dei cittadini stranieri. Per forte volontà dei fedeli musulmani, la festa è stata concepita non come celebrazione religiosa, bensì come momento aperto a tutti: credenti di tutte le fedi così come non credenti, accumunati soltanto dalla voglia di stare insieme e conoscersi.
Il pranzo, la cui partecipazione al quale è stata a offerta libera ha visto susseguirsi un menù variegato composto dalle pietanze tipiche dei paesi d’origine delle varie comunità presenti. Dalla samosa (antipasto di patate e piselli in pastella) al riso con carne, dal ciath misto (patate, yogurt, ceci) alla pakora (verdure fritte in pastella), passando per l’agnello in umido fino al rasgulla (dolce con latte, zucchero, limone) e allo jalebi (dolce con zucchero, limone, acqua di rose e sciroppo), assaggiare i sapori di tante terre differenti è stato un modo per conoscere meglio gli usi e i costumi delle persone che vanno a comporre il mosaico etnico del territorio.
L’iniziativa, giunta alla sua terza edizione, ha coinvolto un numero crescente di persone, tanto che, lo scorso anno, si è arrivati a oltre 400 partecipanti. «Il successo di questo bel momento di condivisione - spiega il Presidente della Consulta per l’integrazione Ousmane Cisse - testimonia come la volontà di stare insieme sia viva e forte. Il periodo non è certo facile per chi pensa che il dialogo e l’integrazione siano l’unica soluzione per costruire una società più giusta e pacifica, ma questa è un’opera di tessitura da portare avanti giorno dopo giorno, senza mai fermarsi». (s.a.)
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