Modena, il sogno di Pietro: unire Fisica e jazz puntando al futuro
Con una classe del Tassoni lavora a Cansat di Esa progetto di una sonda grande come una lattina
MODENA. «Mi divido tra la fisica e la musica e spero un giorno di poter coniugare i due ambiti che sembrano così distanti, mentre in realtà hanno stretti legami». Pietro Monari, 29 anni, di Modena, laureato in Fisica, da tre anni lavora come docente nella scuola superiore, dove svolge supplenze di matematica, fisica, informatica ed elettronica. Oltre alla laurea in Fisica, Pietro è anche laureato in chitarra jazz, passione che coltiva da sempre e che continua ad alimentare suonando nel trio jazz “Flown”. Al liceo scientifico Tassoni, Pietro segue Cansat, un interessante progetto educativo coordinato dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA), nato alla fine degli anni Novanta. «L’obiettivo consiste nel realizzare la simulazione di una sonda spaziale contenuta nel volume di una lattina da 33 cl; questa lattina-sonda, da cui il nome can-sat, viene lanciata con un razzo a circa mille metri d’altezza e deve compiere delle missioni scientifiche - spiega Monari - I ragazzi del Tassoni che ho formato hanno vinto la competizione italiana Cansat, organizzata dallo stesso liceo e svoltasi a Modena lo scorso aprile, e si sono così qualificati per la finale Europea». Gli scopi del progetto sono molteplici, in quanto i ragazzi devono imparare a lavorare in gruppo e risolvere problemi non strettamente legati ai loro ambiti di studio; in pratica, devono progettare un esperimento scientifico e realizzarlo. Un altro aspetto importante della competizione riguarda la comunicazione e la divulgazione scientifica, perché ESA richiede ai ragazzi di realizzare un articolo scientifico, oltre che video e foto, sul cansat progettato.
«La tecnologia mi ha sempre interessato, infatti ho un diploma di Elettronica all’Iti Fermi di Modena, ma la passione per l’informatica è sbocciata durante gli ultimi anni dell’università presso la facoltà di Fisica a Parma - racconta Pietro - Lì i miei compagni mi hanno indirizzato ai software open-source, facendomi scoprire un mondo di collaborazione gratuita che non avevo mai preso in considerazione. Da quel momento in poi la mia passione e gli studi hanno fatto il resto - sorride Pietro - Nella realizzazione di questo progetto, come insegnante, ho cercato di trasmettere ai ragazzi la mia passione e di stimolare la loro curiosità; molto spesso infatti i ragazzi usano la tecnologia senza domandarsi perché funziona. Le fasi iniziali del progetto sono state impegnative perché le competenze elettroniche e informatiche di base, necessarie per realizzare la sonda, non sono materie di studio scolastico, quindi li ho accompagnati passo dopo passo alla scoperta di questi nuovi mondi. Con il passare del tempo è stato possibile vedere crescere in loro l’entusiasmo e in ciascuno di loro un’attitudine particolare, in base ai propri interessi; una tra le tante soddisfazioni la devo a Stefano, che ha iniziato il percorso senza sapere il funzionamento di un computer e oggi è in grado di programmarlo. Con la gara Europea il progetto terminerà e ripartirà il prossimo anno per preparare la futura competizione Italiana - conclude Monari - però i ragazzi hanno acquisito un bagaglio di conoscenze e competenze che potranno sfruttare nel loro percorso futuro. Io invece sono già alla ricerca di una nuova idea da realizzare per la prossima competizione… Quest’anno abbiamo sfruttato la fluorescenza e chissà che il prossimo Cansat non sia qualcosa di musicale!».
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