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Parco XXII Aprile, cresce lo spaccio

di Martina Stocco
Parco XXII Aprile, cresce lo spaccio

«Al parco XXII Aprile il degrado è evidente: oramai la situazione è fuori controllo». A dirlo è Monica, residente dell’area e assidua frequentatrice del parco. «C’è sporco ovunque - mostra la donna a...

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«Al parco XXII Aprile il degrado è evidente: oramai la situazione è fuori controllo». A dirlo è Monica, residente dell’area e assidua frequentatrice del parco. «C’è sporco ovunque - mostra la donna a spasso col cane - e al mattino si trovano i bidoni dell’immondizia divelti, con tutto ciò che dovrebbero contenere, cosparso a terra». Chi sono i responsabili? «Sicuramente chi frequenta il parco - spiega l’intervistata - ma è vero che, potrebbe essere pulito con maggior frequenza». Facendo due passi è facile notare bottiglie in plastica, cartacce, mozziconi di sigaretta e, non rari, sono i ritrovamenti di siringhe e fazzoletti sporchi di sangue. Eppure, il parco è ben attrezzato di giochi per i bambini. Non solo: tutt’attorno all’area verde ci sono scuole. «Il problema è proprio questo: la presenza di spacciatori - afferma Gaia - e di tossicodipendenti, in un’area residenziale. Li conosciamo bene: abito nelle vicinanze e i miei figli vanno a scuola in zona. La paura per questa situazione c’è. Ma, cosa posso fare: rinchiuderli in casa?». Lo scenario è confermato da Monica. «Al parco vengo almeno due volte al giorno - racconta la donna - ed è vero: gli spacciatori sappiamo bene chi sono. Fortunatamente non ci sono solo loro. C’è sempre un grande viavai di persone: donne con bambini, giovani che portano a passeggio i cani. Inoltre, sono tante le attività organizzate all’interno dell’area verde, come quelle gestite dal comitato del parco stesso. Però, lo spaccio è evidente: a volte si possono contare anche una quarantina di spacciatori insieme. Ad ogni albero ce n’è uno e si muovono in bicicletta». C’è una soluzione? «Se il bar del parco fosse aperto, sarebbe un grande aiuto per la zona - risponde Monica - diventerebbe un punto di riferimento e di ristoro. Faccio corsi di danza africana nel parco e dopo l’attività fisica viene sete o c’è la necessità di usufruire del bagno. Peccato che l’area non sia attrezzata».

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