Pitti Bimbo, il comparto carpigiano punta sulla qualità ma a ranghi ridotti
Assenti Key Art e Spazio Sei. Twinset Girl punta su uno stile contemporaneo con ispirazioni couture La Franchi riprende in versione mini i must della donna. Scervino tra tulle, pizzi, felpe, kaftani e jeans
CARPI. Feedback positivi alla chiusura dell'85esima edizione di Pitti Bimbo che si è tenuta alla Fortezza da Basso a Firenze dal 22 al 24 giugno. Tendenza che viene confermata solo in parte per quello che riguarda il nostro comparto fashion. Tra i quasi 550 brand provenienti da tutto il mondo e presenti al salone dedicato all'abbigliamento, agli accessori e al lifestyle dei più piccoli, si è fatta notare l'assenza degli stand di Keyart e di Spazio Sei, i due colossi carpigiani nella produzione delle linee junior. Le due aziende erano però presenti attraverso alcuni dei marchi che hanno in produzione. Il comparto carpigiano sta perdendo colpi soprattutto a favore di quello abbruzzese e di quello pugliese che con la Unique Children Wear, la Mafrat e la Marbel stanno segnando numeri sempre più positivi e mettendo a segno acquisizioni in licenza delle linee junior dei più importanti stilisti italiani.
I prodotti emiliani restano comunque di grandissima qualità e destano moltissimo l'interesse dei buyers, oltre 10.000. Twinset Girl racconta la sua nuova collezione attraverso una fiaba che ha come protagonista un bruco che attraversa un mondo di decorazioni e fantasie, ricco di grafiche animate e dettagli scintillanti, nei regni del rosso, del blu e delle sfumature di bianco e grigio per raggiungere la cima di una montagna incantata, dove si trasformerà in una farfalla variopinta avvolta dalle nuance del rosa. Stile contemporaneo ed ispirazioni couture, denim impreziosito da sfrangiature e paillettes, tartan estivo, pizzo, felpa sono tutti componenti uno mood che trova la sua espressione massima nella capsule “Chic Princess”, dedicata alle piccole lady che amano interpretare l’eleganza candida del bianco e dell’avorio con un tocco di romanticismo contemporaneo. Elisabetta Franchi per la sua linea “La mia bambina” riprende in versione mini i must della collezione donna come la gonne bambolina e gli abiti (divisibili e non) fino alle lunghezze medie. Le T-shirt e le felpe hanno la forma a “scatoletta” con ampie maniche strutturate. Intramontabili abiti sacchetto e tute vanno ad arricchire una gamma di abiti completata da pantaloni a palazzo e lunghezza crop, caratteristici del brand, in versione skinny in denim o cotone e nel modello boyfriend. Stampe a figurini, disegni freschi, fantasie più classiche con pois e righe si accostano a motivi più frizzanti.
L’etica animalista del brand viene rappresentata da motivi grafici su maglieria e accessori che raffigurano il fedele cane Teo fenicotteri, procioni e galline, insieme alla super fashion BETTY DOLL, icona della designer con la passione per la moda. Ermanno Scervino sceglie leggerissimi tulle e pizzi in soffuse nuance pastello rosa, giallo, verde e azzurro, ripresi dal guardaroba delle mamme, si sovrappongono per creare abitini delicati dai volumi ampi e destrutturati. Il pizzo macramè è abbinato a inserti in rete e ad elastici logati per conferire ai capi un tocco sportivo. Felpe, caftani e jeans ricamati sono tinti a freddo per un effetto full color. Il capo icona è l’abito lungo realizzato in lino leggerissimo impreziosito da pizzi valenciennes e dettagli plumetis. Le tonalità bianco e bluette, tipiche delle città mediterranee, danno vita a preziose stampe in voile di cotone con passamanerie a uncinetto e nappine colorate su abiti e maglieria. Il jeans è proposto in denim effetto used, dall’allure vintage grazie all’uso del pizzo rebrodè, oppure con un gusto pop dato dall’applicazione di patch colorate. La giacca trapuntata in ripstop stampato con disegni ispirati alle maioliche è un vero e proprio must have.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google

