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Scuola, un anno di lavori per avere il nuovo Venturi 

Scuola, un anno di lavori per avere il nuovo Venturi 

L’edificio di via dei Servi riaprirà a settembre 2018: appalto da 2,3 milioni di euro Una volta pronto, l’istituto abbandonerà le sedi di via Sgarzeria e via Rainusso

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Sono partiti, giovedì scorso i lavori di ripristino, messa in sicurezza e miglioramento sismico della sede dell'istituto d'arte Venturi di via dei Servi a Modena, gravemente danneggiata dal sisma del 2012 e da allora inagibile.

Il cantiere, gestito dalla Consorzio Integra di Bologna, consentirà l'ingresso di studenti e insegnanti nell'edificio ristrutturato in occasione dell'inizio dell’anno scolastico 2018-2019. I lavori presentano un quadro economico complessivo, tra lavori di ripristino e opere complementari, di due milioni e 308 mila euro, finanziati con i fondi regionali per la ricostruzione e dalla Provincia stessa.

«Abbiamo aperto un altro cantiere - ha sottolineato Gian Carlo Muzzarelli, presidente della Provincia di Modena - fondamentale che riguarda un istituto prestigioso, l'unico istituto d'arte in provincia di Modena in continua crescita di iscritti. Una volta terminati i lavori consegneremo alla scuola un edificio che consentirà una migliore organizzazione delle sedi, senza trascurare l'impatto positivo sul centro storico cittadino».

Terminato l'intervento, infatti, gli studenti del Venturi utilizzeranno tre sedi: quella di via dei Servi, la sede storica di via Belle Arti 16 (sulla quale è previsto un intervento di messa in sicurezza e miglioramento) e la sede di via Ganaceto (ex istituto Deledda) inaugurata nel settembre scorso dopo i lavori di ripristino.

Nel frattempo l'istituto continuerà ad utilizzare le sedi distaccate di via Sgarzeria (in comodato oneroso con un costo di 220 mila euro all'anno) di proprietà dell'istituto delle Suore Domenicane, e di via Rainusso con la palestra che, terminati i lavori in via dei Servi, non saranno più utilizzate.

La Provincia ha presentato anche il bilancio. La manovra finanziaria prevede entrate e spese correnti per complessivi 74 milioni in lieve calo rispetto agli 85 milioni del 2016 (erano 190 milioni nel quinquennio 2001-2005). Un bilancio che Gian Carlo Muzzarelli, presidente della Provincia di Modena, ha definito di «pura sopravvivenza che riusciamo a chiudere utilizzando parte dell'avanzo proveniente dalle oculate gestioni del passato che comunque si sta esaurendo e le risorse messe a disposizione dalla recente manovra del Governo, però insufficienti per garantire al meglio i servizi; anche quest'anno, infatti, dovremo versare allo stato 37 milioni su 61 milioni di entrate tributarie previste, risorse che avremmo voluto investire per la manutenzione della rete stradale e nelle scuole superiori, le due competenze strategiche rimaste all'ente dopo la riforma Delrio. Riforma - aggiunge Muzzarelli - che ora occorre adeguare al risultato del referendum istituzionale, senza ritornare alle vecchie Province ma consentendo a questi enti di gestire al meglio le importanti funzioni assegnate dalla legge. I prelievi dello Stato, infatti, sono partiti nel 2015 prevedendo l'abolizione dell'ente che il referendum ha bocciato, aprendo una fase di incertezza che neppure la recente manovra del Governo ha risolto come ci auguravamo».

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