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Bar e ristoranti soddisfatti «Un sabato a gonfie vele» 

di Eleonora Degoli
Bar e ristoranti soddisfatti «Un sabato a gonfie vele» 

Giudizi positivi per l’arrivo dei fan di Vasco anche se gli affari non sono esplosi: «Una bella giornata di festa. Il giro di vendite? Ci aspettavamo qualcosa di più...»  

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Il concerto di Vasco è entrato nella storia della musica. “La tempesta perfetta”, come l’ha definita il Komandante, ha visto riunite 225mila persone, che prima e dopo il concerto si sono riversate anche nel centro storico.

Come la hanno viste i commercianti? In quanti della combriccola del Blasco sono entrati in bar, ristoranti e negozi?

C’è chi ha beneficiato di più e chi meno da questo capitolo di storia, ma tutti sono concordi nel dire che l’evento è stato bellissimo e organizzato perfettamente. «Sono stati giorni molto belli» dicono Edoardo Rolfo e Matteo Bassi, del bar Manà, in via Castellaro. Per loro è stato quasi difficile parlare di lavoro e non dell’entusiasmo che ha accompagnato l’evento. «Venerdì e sabato - continuano - sono state giornate molto belle, c’è stato un grande flusso di gente da tutte le parti d’Italia. Complimenti all’organizzazione. Sia a livello lavorativo, sia anche solo visivo, vedere tutta questa gente piena di gioia e voglia di fare festa è stato bellissimo. Il giro lavorativo è stato solo leggermente più grande del solito. Ci aspettavamo qualcosa di più, anche se siamo soddisfatti».

Parole simili vengono da Mario Schioppa, del caffè Il Collegio, in via San Carlo. «È stato un evento meraviglioso, però le aspettative erano per noi altissime, ma tutto il grosso si è fermato sulla via Emilia e intorno al parco Enzo Ferrari. Un piccolo aumento da noi si è sentito, è stato un bel weekend, ma decisamente sottodimensionato rispetto alle speranze. Abbiamo fatto ordini faraonici che sono rimasti lì. Fortunatamente in queste situazioni ci sono accordi con i nostri fornitori che fanno sì che questo non sia un grosso problema». Hanno avuto un boom di clienti i locali che danno su piazza Grande, in cui è stata proiettata la diretta del concerto sul maxischermo. «C’è stata moltissima gente, soprattutto sabato. - raccontano Giuseppe Giordano e “Jerry”, del bar Al Tramezzino - Un pubblico meraviglioso, che andava dai ventenni ai sessantenni. Tutto è filato liscio». «Io ero un pessimista - aggiunge Giuseppe - ma nulla da dire all'organizzazione: chapeau».

L’entusiasmo è ancora altissimo anche al Caffè Concerto: «Siamo molto contenti, non vediamo l’ora che ci siano altri eventi così. - chiosano Matteo de Pietri, Gianni de Pietri e Claudio Monari – Erano anni che non si vedeva tutta questa felicità nelle persone. Sabato abbiamo lavorato tantissimo, ma anche la domenica. La musica unisce: la gente è stata educata e solidale. Speriamo che Modena Park diventi il luogo dei grandi concerti modenesi». Ottimi risultati anche in piazza Mazzini. «Abbiamo lavorato non stop, anche tutto sabato notte. - commenta Dario Malandugno, titolare dell’Uva d’Oro - Complimenti all’organizzazione e al comune: una perfezione così non me la sarei mai aspettata. Il clima era stupendo, la gente stessa è stata fantastica. Avevamo un po’ di paura all’inizio, ma già il sabato pomeriggio era sparita ed è stato bellissimo». Entusiasta Michele Borrelli, che ha attirato gente al caffè Solmi, sulla via Emilia, mettendo la musica: «Venerdì sera ho sbancato. Ho murato la via, la gente alle finestre faceva la hola. Passavano le persone nel bar e dicevano “guardi noi non consumiamo, però le dobbiamo fare i complimenti perché c’è un’atmosfera fantastica con questa musica di Vasco”». Hanno sentito meno la portata dell’evento in piazza Pomposa: «Ci aspettavamo molto di più. - dice Antonio Tarantini, di 100 Montaditos - Probabilmente è stato a causa dell’ottima organizzazione. La gente che arrivava sapeva già dove andare, quindi in pochi si sono dispersi per le vie del centro. Noi essendo fuori dal circuito l’abbiamo sentito meno. Abbiamo comunque lavorato abbastanza, soprattutto domenica, quando sia a pranzo che a cena è entrata la gente del concerto rimasta qui a vedere un po’ la città dopo il concerto. Siamo contenti».

Contente anche le attività al di fuori della ristorazione. «È andato tutto bene, - commenta Natali Sauro della tabaccheria I Tarocchi, sulla via Emilia - è entrata tanta gente. Sabato è stato il top, ma anche la domenica è andata bene. È stata una bella festa, ci voleva». Un sondaggio telefonico di Confesercenti conferma che un incremento di clienti c’è stato in tutti i negozi delle strade in cui si è riversato il pubblico di Vasco.

Particolarmente positivo, per i negozi di abbigliamento, far partire i saldi proprio in questa occasione. «Ogni evento – specifica Fabio Galvani, proprietario dell’ottica - ha di solito target diversi e piuttosto precisi. Questo evento è stato molto eterogeneo, ha giovato a seconda della zona. L'inizio di settimana è stato più complesso perché la città era più chiusa, si stava organizzando. Da giovedì pomeriggio c’è stata un’escalation di lavoro. Ci vorrebbe un evento così una volta al mese». Purtroppo, altre zone di Modena non sono state altrettanto fortunate. «Abbiamo fatto quasi meno del solito. - dice Claudio Montaguti, della Baracchina - I clienti abituali si sono chiusi in casa per paura. Poi i pullman che partivano dalla stazione piccola sono stati deviati su via Medaglie d’Oro. Via Amendola, dove siamo noi, è rimasta deserta. Il concerto è stato bellissimo, ma a livello lavorativo a noi è andata così».

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