serramazzoni
I racconti di Ungaro alla cabina biblioteca
SERRAMAZZONI. Una cittadina in festa per un Food Festival che è durato tre giorni accompagnando le serate di questi primi giorni d’estate del “balcone” dell’Appennino. Una cabina telefonica...
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SERRAMAZZONI. Una cittadina in festa per un Food Festival che è durato tre giorni accompagnando le serate di questi primi giorni d’estate del “balcone” dell’Appennino. Una cabina telefonica trasformata in biblioteca per “Lettori Randagi”. Un libro che sa di tradizione ed Emilia vera. C’erano tutti gli ingredienti per trasformare un piccolo appuntamento in un piccolo grande successo. E così è stato, domenica scorsa, nel tardo pomeriggio, all’aperitivo di presentazione del libro del giornalista Donato Ungaro: “Mio zio Don Camillo, mio nonno Peppone… e la storia ricomincia” in via Belvedere, di fianco a una piazza allegra, colorata e profumata di tigelle e borlenghi, hotdog e paella.
Qualche seggiola, un leggio, un tavolino, la cabina a far da sfondo e pronti, via. A introdurre l‘autore Giorgia Jaded Malagoli, titolare della cartoleria L’Astuccio, fondatrice dei “Lettori Randagi”, ideatrice della cabina biblioteca, promotrice dell’iniziativa nonché “fatina della scuola” per tantissimi bimbi e ragazzi di Serramazzoni.
Ungaro ha parlato a ruota libera, tra aneddoti e curiosità, dei 18 racconti del volume. La storia? Un ingegnere e una missionaria laica vengono richiamati in un paese sul Po (Brescello, la cittadina patria di Peppone e Don Camillo) per una esumazione di due parenti. Loro sono, guarda caso, i nipoti di “quel” Peppone e di “quel” Don Camillo che la penna di Guareschi aveva tratteggiato raccontando, tra dispetti e furbizie, sguardi al cielo e pugni chiusi, le due anime di un popolo e di una generazione. Poteva essere che andassero d’accordo i due protagonisti? Buon sangue non mente e la risposta è, ovviamente, no. Attuali e importanti i temi che fanno da contorno ai battibecchi dei due: dall’integrazione multietnica alle escavazioni abusive lungo il fiume Po.
“Mio zio don Camillo, mio nonno Peppone… e la storia ricomincia” di Faust Edizioni, collana di narrativa “I nidi”, costa 13 euro ed è disponibile nelle migliori librerie.
Monica Tappa
Qualche seggiola, un leggio, un tavolino, la cabina a far da sfondo e pronti, via. A introdurre l‘autore Giorgia Jaded Malagoli, titolare della cartoleria L’Astuccio, fondatrice dei “Lettori Randagi”, ideatrice della cabina biblioteca, promotrice dell’iniziativa nonché “fatina della scuola” per tantissimi bimbi e ragazzi di Serramazzoni.
Ungaro ha parlato a ruota libera, tra aneddoti e curiosità, dei 18 racconti del volume. La storia? Un ingegnere e una missionaria laica vengono richiamati in un paese sul Po (Brescello, la cittadina patria di Peppone e Don Camillo) per una esumazione di due parenti. Loro sono, guarda caso, i nipoti di “quel” Peppone e di “quel” Don Camillo che la penna di Guareschi aveva tratteggiato raccontando, tra dispetti e furbizie, sguardi al cielo e pugni chiusi, le due anime di un popolo e di una generazione. Poteva essere che andassero d’accordo i due protagonisti? Buon sangue non mente e la risposta è, ovviamente, no. Attuali e importanti i temi che fanno da contorno ai battibecchi dei due: dall’integrazione multietnica alle escavazioni abusive lungo il fiume Po.
“Mio zio don Camillo, mio nonno Peppone… e la storia ricomincia” di Faust Edizioni, collana di narrativa “I nidi”, costa 13 euro ed è disponibile nelle migliori librerie.
Monica Tappa
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