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Il Punto nascite chiuderà I sindaci accettano il piano 

di Daniele Montanari
Il Punto nascite chiuderà I sindaci accettano il piano 

Pavullo. In cambio del rafforzamento dell’ospedale sarà sacrificata Ostetricia Muzzarelli: «Vado in Regione e voglio garanzie sugli investimenti promessi»

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PAVULLO. Sindaci della montagna convinti dal piano per l’ospedale di Pavullo, nonostante la chiusura del Punto nascite. È questa la sintesi conclusiva dell’incontro di ieri pomeriggio in Provincia convocato su un unico punto: “Riqualificazione dell’ospedale di Pavullo e del percorso nascita”.

Il tema caldo ha comportato la mobilitazione generale: all’ufficio di presidenza della Conferenza territoriale socio sanitaria (Ctss) hanno partecipato i sindaci di tutto il Frignano, unico assente quello di Lama, ma giustificato dagli impegni di docente per la maturità. Una prova di attenzione doverosa, alla luce della raccolta firme record che ha portato a 5.666 sottoscrizioni per dire no alla chiusura del punto nascite. Mai il territorio si era espresso con tanta forza. E va detto che è stato riconosciuto il valore di questa mobilitazione, a partire dal presidente della Provincia Gian Carlo Muzzarelli: «A 6mila cittadini che firmano va portato rispetto - ha sottolineato a margine - per questo incontreremo i comitati con la presenza dei tecnici per chiarire tutti gli aspetti del piano di riorganizzazione. Il reparto di Ostetricia non chiude, ma viene attivato un percorso assistenziale di qualità per cui io stesso chiederò garanzie al presidente Bonaccini. Così come sugli investimenti strutturali e sui tempi».

Incontro in Regione che vedrà anche la presenza del sindaco di Carpi Alberto Bellelli quale vice presidente della Ctss. Questa assicurazione sembra aver convinto tutti (a parte Mirto Campi di Fiumalbo, che ha preferito non commentare): «Muzzarelli si è preso un impegno - ha detto il sindaco di Pavullo Luciano Biolchini - e io credo nella parola data. Così il nostro ospedale avrà un futuro».

Sono intervenuti anche i tecnici (Paolo Accorsi, Maria Cristina Galassi e Claudio Zanacca), ribadendo perché il punto nascite è da considerarsi non sicuro. Ma nessuna data di chiusura è stata fissata. Nell’incontro in Regione Muzzarelli chiederà anche garanzia di uniformità di trattamento: se chiude il punto nascite di Pavullo, così dovrà essere per gli altri nelle stesse condizioni.

Su questo aspetto ha insistito in particolare il sindaco di Polinago Gian Domenico Tomei: «Per capirci - ha spiegato - ho sottolineato che se verrà chiesta dalla Regione una deroga per Castelnovo Monti, così sia anche per Pavullo: non possiamo essere di serie B».

Convinto del piano il sindaco di Serra Roberto Rubbiani: «Alla luce dell’onestà e competenza mostrata dai tecnici nel loro rapporto. E del progetto di messa in rete di Pavullo con Sassuolo e Vignola».

Il presidente dell’Unione Leandro Bonucchi ha preso la parola per chiedere “che il piano sull’ospedale sia garantito nel suo intero pacchetto. Non si scorpora nulla sia nell’assistenza personalizzata da garantire alle partorienti che nei passi strutturali: nuovo Ps, potenziamento della Chirurgia e ristrutturazione delle sale operatorie. Poi automedica, personale e il resto. Deve arrivare garantito tutto, con scadenze delineate. Così è un piano che dà prospettiva all’ospedale: rispetto i firmatari della petizione, ma credo che molta gente se avesse avuto modo di conoscere veramente il progetto in atto, non avrebbe firmato. Perché la verità è che si cresce».

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