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Portobello, emporio per 1.800 famiglie che sono in difficoltà 

Portobello, emporio per 1.800 famiglie che sono in difficoltà 

Bilancio dei 4 anni della struttura di via Divisione Acqui Una rete per distribuire beni di prima necessità e alimenti

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Sono state 6.617 le persone aiutate in 4 anni da Portobello, 1800 le famiglie a cui sono stati distribuiti prodotti alimentari e per l’igiene personale per 600 mila euro grazie alle donazioni delle aziende, di singoli cittadini e all’impegno dei 190 volontari che ruotano intorno all’emporio sociale.

«Portobello non è esclusivamente un emporio dove trovare generi di prima sussistenza, ma anche un luogo di incontro, di cura e di scambio per le famiglie; intorno all’emporio - spiega l’assessore al Welfare Giuliana Urbelli presente alla festa - si è sviluppata una fitta rete di solidarietà animata dai volontari che si adoperano nelle raccolte alimentari e gli stessi utenti sono diventati in tanti casi volontari».

Portobello è un progetto realizzato dal Centro servizi per il volontariato di Modena, che coordina una rete di 23 enti promotori del mondo del volontariato e 30 partner delle istituzioni, delle imprese e dell’associazionismo, in stretta collaborazione con i Servizi sociali del Comune. L’amministrazione comunale ha anche fornito in comodato gratuito l’immobile che ospita l’emporio in via Divisione Acqui 81; collabora inoltre alla programmazione e individua le famiglie che possono accedervi che vengono contattate dall’ufficio accoglienza dell’emporio. Sugli scaffali di Portobello il prezzo dei prodotti esposti è espresso in punti e le famiglie ammesse possono fare la spesa gratuitamente attraverso il tesserino sanitario o il codice fiscale. Ad ogni nucleo viene mensilmente assegnato un punteggio proporzionato al numero di componenti, che diminuisce dopo ogni spesa a seconda della merce acquistata.

Lo scorso anno Portobello ha raggiunto 466 famiglie, pari a 1704 persone (di cui circa un terzo minori di 18 anni), per quasi la metà (47 %) di nazionalità italiana; nel restante 53% i Paesi più rappresentati sono il Marocco (21%), la Tunisia, la Nigeria, il Ghana e l'Albania (5%), in percentuale molto minore altri paesi dell'Africa subsahariana, India, Bangladesh. Per 268 di queste famiglie si è trattato di un primo ingresso contro i 182 dell’anno precedente (2015), mentre per altre 201 si è trattato di un secondo ingresso. Dopo sei mesi la famiglia che ha beneficiato degli aiuti, può infatti ripresentare domanda per servirsi nuovamente dell’emporio. Per ampliare la fascia delle famiglie che possono beneficiarne per la seconda volta lo scorso settembre sono cambiati alcuni requisiti e il reddito Irpef minimo necessario per il secondo accesso è stato abbassato da 5.422 euro a 3.500 euro. Per accedere a Portobello occorre rivolgersi ai Servizi Sociali del Quartiere in base alla propria residenza. Dell'emporio sociale possono usufruire persone iscritte al Centro per l’Impiego dopo l’1 gennaio 2011. I requisiti sono: vivere in affitto e avere un contratto di locazione intestato a sé o ad altro familiare convivente o essere proprietario di un’unica proprietà immobiliare, quella in cui si vive; avere un Isee non superiore a 10 mila euro; per i cittadini stranieri, avere regolare permesso di soggiorno.È

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