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«Un concerto all’anno penso sia possibile ma nulla come Vasco» 

di Davide Berti
«Un concerto all’anno penso sia possibile ma nulla come Vasco» 

L’assessore Giulio Guerzoni: «Modena Park è un brand troppo legato al rocker. Gli eventi anche allo stadio» 

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Assessore Guerzoni, il giorno dopo come si sta?

«La sensazione è di un grandissimo successo perché i riscontri positivi sono tantissimi. Le caselle di posta elettronica e i telefonini sono pieni di complimenti. Fa piacere. Ha vinto Modena».

Ha vinto anche Modena Park. Pensa che possa diventare un brand? Tutti gli anni un nuovo evento dal nome Modena Park?

«Sinceramente penso di no perché il brand Modena Park è secondo me troppo legato al valore aggiunto che Vasco Rossi può dare. Ha funzionato perché ha dietro un’enciclopedia semantica e musicale che solo Vasco può esplicitare. Un’altra cosa è porsi la domanda se un evento di questo tipo o simile possa essere ospitato con continuità da Modena».

Se la ponga. Cosa risponde?

«La risposta non è facile, ma sicuramente bisogna chiederlo alla città, bisogna parlarne con la città. Un grande concerto l’anno è possibile? Dobbiamo chiederlo ai modenesi».

Basta che non diventi l’ennesimo progetto partecipativo che non porta a nulla e ferma tutto. Qualcuno che decide ci vuole, no?

«Il ragionamento penso debba partire da una considerazione. Quello che ha fatto Vasco Rossi non lo può fare nessun altro: il coinvolgimento, le piazze, la pazienza che hanno portato i modenesi non la si potrà avere con nessun altro evento. Questo è da mettere in conto. Poi ci sono altri aspetti non trascurabili».

Spieghi.

«Dobbiamo mettere sul piatto i pro e i contro logistici. Sicuramente non possiamo prendere questo evento e Vasco Rossi come metro di paragone, se facessimo copia/incolla pensando di aver creato un format, sbagliamo. Nessun altro artista è in grado di mettere un valore aggiunto così sulla città di Modena».

Lei personalmente riproporrebbe un concerto?

«Io personalmente direi di sì ad una politica di un grande concerto all’anno, non necessariamente al parco Ferrari».

Il dubbio sulla location del parco è per motivi ambientali o di disagio ai residenti?

«Il parco ha dimostrato di poter ospitare eventi eccezionali che non riusciremmo ad ospitare altrove. Il parco è adatto, con le giuste garanzie ambientali con gli organizzatori contenute nel contratto. Bisogna però considerare, dalla circolare Gabrielli in poi, che il mondo è cambiato. Eventi di questo tipo necessitano di misure di sicurezza che inevitabilmente hanno implicazioni sulla mobilità e la vita quotidiana. La Gabrielli varrà per il Radio Bruno Estate a fine luglio, dove non vedremo più piazza strabordanti».

Quando pensa ad altri eventi pensa solo a concerti?

«Sì, soprattutto grandi concerti. Se un grande organizzatore di eventi viene dal Comune a proporre un’idea va ascoltato. E poi bisogna capire se questa cosa può andare bene. Ma sicuramente l’input deve venire da chi fa questo mestiere, esattamente come è successo con Modena Park. Sono stati loro a portarcela e noi l’abbiamo colta. Penso che Modena abbia dimostrato che è un luogo appetibile e ci sono le precondizioni per fare grandi eventi».

Cosa resterà ai modenesi che usufruiscono del parco tutti i giorni?

«Le telecamere sono la prima cosa che il concerto ci lascia in eredità. Quelle ci sono e sono una grandissima cosa per la tutela del parco. Le predisposizioni tecniche del parco sono oggi patrimonio del Comune che potrebbe usarle. Una quota di risorse per il ripristino del verde. Gli alberi, però, non si piantano a luglio. Sa cosa mi hanno chiesto?».

No, dica.

«Di tenere il parco non recintato, aperto sulla città. Una volta terminato il cantiere lo torneremo a recintare, come previsto. Ma coi cittadini si può parlare di questa idea».

Prima parlava di eventi in luoghi diversi dal parco. Pensava allo stadio, ora che la gestione cambierà?

«Con le giuste tutele contrattuali per il manto erboso, i concerti allo stadio si possono fare anche a Modena. Lo stadio è “soprattutto”, non “solo”, per giocare a calcio».

Provocazione: ma pensare a Vasco Rossi come a un nuovo portatore di eventi in stile Pavarotti and Friends? Ne avete parlato?

«Abbiamo avuto tempo di lavorare solo su un evento unico ed irripetibile. Domani (oggi, ndr) in giunta faremo un bilancio di tutto. I nuovi sviluppi li discuteremo da qui in avanti».

Visto il successo, si è fatto avanti qualcuno per proporre già nuove iniziative?

«No, ancora nessuno».

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