polinago
Una partita a calcio tra due squadre di richiedenti asilo
Il match giocato fra i 30 profughi arrivati davanti all’hotel Prato Verde. Il sindaco: «A metà mese il trasferimento»
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POLINAGO . Una partita a calcio tra profughi. La si è giocata domenica alle 16 tra i giovani richiedenti asilo scaricati mercoledì notte da un bus davanti all’hotel Prato Verde senza nessuna associazione che se ne occupasse.
Trenta ragazzi sui 25 anni arrivati a giugno da Gambia, Senegal, Nigeria, Somalia e Mali. Sono stati divisi in due squadre, i bianchi e i gialli, e hanno giocato con entusiasmo: il risultato è stato di 10-2 per i bianchi (grazie a un formidabile numero 4) ma ha contato solo la festa. «L'idea ci è venuta alla mattina con Giorgio Caselli dell’Asd Calcio Polinago - spiega il sindaco Gian Domenico Tomei - assieme ci siam detti: “Non possiamo lasciarli lì a far nulla. Proviamo a farli giocare, anche per scaricare un po’ di tensione. È andata molto bene, ringrazio anche Graziano Fantozzi e Angelo Marastoni per la collaborazione». È stata l’occasione per scoprire storie personali, anche drammatiche: «Un ragazzo stava in disparte - racconta Tomei - gli abbiamo chiesto perché non voleva giocare. E lui ci ha mostrato i suoi piedi bruciati. Gliel’hanno fatto prima dell'imbarco». Il sindaco ieri alle 16 è stato poi ricevuto dal prefetto Maria Patrizia Paba: «Mi ha spiegato che senza il Prato Verde non avrebbero avuto dove dormire - nota - è stata un’urgenza. Ho avuto la garanzia che saranno trasferiti entro il 15 luglio, ma ho chiesto più equilibrio nella ripartizione provinciale». (d.m.)
Trenta ragazzi sui 25 anni arrivati a giugno da Gambia, Senegal, Nigeria, Somalia e Mali. Sono stati divisi in due squadre, i bianchi e i gialli, e hanno giocato con entusiasmo: il risultato è stato di 10-2 per i bianchi (grazie a un formidabile numero 4) ma ha contato solo la festa. «L'idea ci è venuta alla mattina con Giorgio Caselli dell’Asd Calcio Polinago - spiega il sindaco Gian Domenico Tomei - assieme ci siam detti: “Non possiamo lasciarli lì a far nulla. Proviamo a farli giocare, anche per scaricare un po’ di tensione. È andata molto bene, ringrazio anche Graziano Fantozzi e Angelo Marastoni per la collaborazione». È stata l’occasione per scoprire storie personali, anche drammatiche: «Un ragazzo stava in disparte - racconta Tomei - gli abbiamo chiesto perché non voleva giocare. E lui ci ha mostrato i suoi piedi bruciati. Gliel’hanno fatto prima dell'imbarco». Il sindaco ieri alle 16 è stato poi ricevuto dal prefetto Maria Patrizia Paba: «Mi ha spiegato che senza il Prato Verde non avrebbero avuto dove dormire - nota - è stata un’urgenza. Ho avuto la garanzia che saranno trasferiti entro il 15 luglio, ma ho chiesto più equilibrio nella ripartizione provinciale». (d.m.)
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