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Modena, a 37 anni scopre che la madre è maitresse

Modena, a 37 anni scopre che la madre è maitresse

Modena. Prostituta chiama il negoziante e il padre svelando la seconda vita della donna: denunce e processi

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MODENA Assolto nonostante la prescrizione. Questa rarissima eventualità - in Tribunale a Modena quasi nessuno chiede di rinunciare alla prescrizione per dimostrare la sua innocenza - è stata chiesta dall’avvocato Erika Zinani e accolta dal giudice Cristina Bellentani al termine dell’ultimo processo di una saga giudiziaria iniziata sei anni fa per una vicenda che ha dell’incredibile: un 45enne modenese (l’imputato assolto ieri) era vittima di una molestatrice telefonica che insultava la madre accusandola di fare il lavoro più antico del mondo. Ed era vero. Ma né lui né il padre l’avevano mai saputo. Così quando hanno chiesto ragione a quella ex amica della madre (ed ex “collega”, come si è poi saputo), si sono fatti dare i telefonini. Per aver avuto quei telefonini in mano l’uomo è stato accusato di furto con strappo (scippo) dalla molestatrice. E ieri il giudice, saputa l’intera vicenda, l’ha assolto.

LA STORIA La vicenda è esplosa tra l’agosto e il novembre 2009. Il 45enne, titolare di un negozio in città, durante il lavoro riceveva continuamente telefonate da una sconosciuta che urlava offese tremende contro sua madre. Le dava della prostituta e condiva il tutto con epiteti ingiuriosi. Quando è arrivata un’identica telefonata la padre, questi ha riferito i contenuti alla moglie. E a quel punto è crollato il castello di silenzi e ipocrisie continuato per anni in una tranquilla e rispettabile famiglia: la donna ha ammesso di “fare la vita” e ha raccontato a marito, al figlio e una figlia che le chiamate erano di una sua ex “collega”. Una donna che nutriva per lei profondo risentimento. L’uomo, la sorella e la madre, decisi ad affrontare la situazione, sono andati dalla donna e discutendo si sono fatti consegnare i suoi telefonini. Lei stessa, secondo la difesa, li avrebbe dati dicendo che potevano verificare che le chiamate non partivano da lei (ma poi si è chiarito che invece erano fatte da quei cellulari).

TRE CAUSE SEPARATE Quando la donna è salita sulla sua auto seguita dell’auto dei tre, questa li ha seminati. I tre sono andati dai carabinieri e hanno denunciato la donna per molestie telefoniche e ingiurie. Nel frattempo la donna era andata in un’altra caserma dei carabinieri per denunciare il 45enne di scippo e la madre come maitresse. Questa intricata vicenda ha dato vita a tre cause separate: la madre ha patteggiato per il favoreggiamento della prostituzione, la ex amica è stata multata per le molestie telefoniche, mentre il figlio 45enne è stato rinviato a giudizio per lo scippo. Con pazienza, il difensore ha ricostruito l’intera vicenda fino a quel momento rimasta frammentata. Il giudice deve aver colto perfettamente l’insieme dell’accaduto: quando la difesa ha ribadito l’innocenza dell’uomo a dispetto della prescrizione, il giudice l’ha assolto.

Carlo Gregori
 

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