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testimonianza 

Acli e Rossella Giulia Caci, in servizio per gli altri

«Sono convinta che la mia esperienza all’interno delle associazioni mi abbia cambiato in meglio, permettendomi di liberare parti di me che difficilmente avrei potuto esprimere. Mi ha inoltre permesso...

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«Sono convinta che la mia esperienza all’interno delle associazioni mi abbia cambiato in meglio, permettendomi di liberare parti di me che difficilmente avrei potuto esprimere. Mi ha inoltre permesso di affrontare tematiche attuali molto complesse, impegnandomi in adeguati approfondimenti per essere in grado di comprenderle. Vivere attivamente le esperienze nelle associazioni permette di capire quanto possa essere importante l’azione del singolo individuo all’interno di un gruppo, indipendentemente dalla propria età».

Rossella Giulia Caci, 26 anni, vive a Modena dove studia Giurisprudenza ed è impegnata in attività di volontariato e di partecipazione all’interno di varie associazioni con finalità culturali e sociali. «Sono membro delle Acli di Modena, dove svolgo attività all’interno della presidenza – ci racconta - Collaboro per la realizzazione di eventi che possano coinvolgere varie realtà cittadine. Mi occupo soprattutto di sensibilizzazione riguardanti tematiche sociali, di problematiche legate all’immigrazione. La mia esperienza presso le Acli di Modena comincia circa quattro fa, grazie ad alcuni amici che mi hanno parlato dell’associazione e delle sue finalità. Sono rimasta molto incuriosita e pertanto ho cominciato a frequentare sempre più attivamente il gruppo. Quello che sicuramente più mi piace dell’attività all’interno delle associazioni è la possibilità di agire insieme ad altre persone che condividono le mie idee per costruire “piccoli mattoncini” finalizzati alla presentazione di una società fondata sul rispetto reciproco – afferma sempre Rossella, che racconta - Contemporaneamente, ho anche avuto la possibilità di confrontarmi con chi ha un pensiero differente dal mio. Credo infatti che dialogare positivamente con coloro i quali sono in disaccordo con le nostre idee, possa permettere una reale crescita personale e collettiva. Ho contribuito e contribuisco ad organizzare molti incontri, che vedono sempre la partecipazione di numerose realtà e di un gran numero di cittadini modenesi».

«Questi incontri - spiega sempre la volontaria - cercano innanzitutto di far conoscere le problematiche della società locale presente, come ad esempio le difficoltà dell’integrazione degli stranieri o le apparenti differenze culturali che ogni giorno vediamo nei nostri territori. Grazie alla partecipazione ad associazioni come questa, posso mostrare agli altri quello in cui credo: la convinzione che esiste una società fatta di individui che vivono insieme in armonia e che si impegnano per ottenere un benessere collettivo», sostiene Rossella che è sempre stata impegnata in attività di volontariato fin dall’età di quattordici anni cominciando con la Croce Rossa, per proseguire poi con l’Aeop (Associazione Europea Operatore di Polizia), dove si occupava di prima accoglienza degli immigrati.

«A Roma - conclude - ho collaborato anche con la Caritas. Ho sempre fatto parte di realtà di cittadinanza attiva, poiché da quando ho memoria ho sempre voluto impegnarmi per difendere i diritti degli invisibili e dei vulnerabili, senza distinzioni di etnia, appartenenza o altro. Attualmente sono anche membro di un gruppo chiamato “Tam Tam di pace” (Tavolo Associazioni Modena di pace), un gruppo che ha come obiettivo la realizzazione di attività finalizzate al conseguimento di una pace duratura». (l.s.)

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