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Ceta e contraffazioni: oggi la protesta a Roma  

Ceta e contraffazioni: oggi la protesta a Roma  

«L’accordo con il Canada favorisce le imitazioni e non tutela il made in Italy: 32 prodotti non hanno protezione». Il presidente Vincenzi guida la delegazione

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Partiranno anche da Modena, insieme ai colleghi dell’Emilia Romagna, gli agricoltori di Coldiretti che questa mattina invaderanno piazza Montecitorio a Roma per fermare il trattato di libero scambio con il Canada (CETA) che per la prima volta nella storia dell’Unione EuropEa accorda a livello internazionale esplicitamente il via libera alle imitazioni dei prodotti italiani più tipici ma che spalanca anche le porte all’invasione di grano duro e a ingenti quantitativi di carne a dazio zero. Insieme a migliaia di agricoltori che da tutte le regioni lasceranno le campagne, Gli agricoltori modenesi, guidati dal presidente Francesco Vincenzi e dal direttore Giovanni Duò, si ritroveranno in piazza Montecitorio davanti al Parlamento dove sarà in corso la discussione per la ratifica del Trattato.

L’iniziativa è della Coldiretti insieme a un'inedita e importante alleanza con altre organizzazioni quali Cgil, Arci, Adusbef, Movimento Consumatori, Legambiente, Greenpeace, Slow Food International, Federconsumatori, Acli Terra e Fair Watch: tutte si sono date appuntamento oggi alle 9,30 in Piazza Montecitorio.

Sarà divulgato il Dossier Coldiretti sull’impatto che il trattato avrà sul settore agroalimentare italiano e sarà esposto per la prima volta il “pacco” con le imitazioni delle specialità nazionali più prestigiose, dai formaggi ai salumi, realizzate in Canada. Non mancheranno azioni provocatorie a difesa del Made in Italy.

L’accordo Ceta (Comprehensive Economic and Trade Agreement) con il Canada penalizzerà pesantemente l’agricoltura dell’Emilia Romagna perché dei 44 prodotti a denominazione di origine dell’Emilia Romagna soltanto 12 vengono riconosciuti dal Ceta, mentre gli altri 32 non avranno alcuna tutela. Anche per i prodotti riconosciuti dall’accordo, si profila comunque – secondo Coldiretti Emilia Romagna – una situazione di grande ambiguità come per il Parmigiano Reggiano che verrà venduto a fianco di produzioni locali di “Parmesan”.

Neanche i 30mila produttori di grano dell’Emilia Romagna potranno dormire sonni tranquilli: l’accordo di libero scambio prevede l’azzeramento del dazio per il grano, spalancando le porte all’invasione di grano duro canadese che per di più viene trattato in fase di preraccolta con il glifosato, vietato in Italia perché accusato di essere cancerogeno.



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