Credito di 27mila euro, il Comune ci riprova
Tasse non pagate da una ditta fallita: persa la prima chance di avere i soldi, Pistoni torna in Tribunale
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Quasi 27mila euro di tasse mai pagate, da parte di un’azienda dichiarata fallita nel 2015, e la richiesta di insinuazione nel passivo respinta dal giudice. Questo il problema cui gli avvocati del Comune, appositamente delegati dalla giunta, cercheranno di porre rimedio, nella speranza che l’ente possa inserirsi tra i creditori dell’impresa edile e recuperare tutti i soldi che gli spettano. La vicenda del fallimento di Biosunhouse srl, azienda del settore edile con sede legale a Formigine ma con edifici anche a Sassuolo, prende il via formalmente nel febbraio 2015, quando viene dichiarato il fallimento e aperta la procedura. Tra i creditori della società anche il Comune di Sassuolo, che vanta un credito tributario per 26mila e 800 euro, che però viene a conoscenza del fallimento della società solo nel novembre del 2016, quasi due anni dopo. Nel dicembre dello stesso anno il servizio entrate, venuto a conoscenza della situazione, presenta un ricorso al tribunale di Modena in cui chiede l’insinuazione tardiva nel passivo. La procedura, prevista dalla normativa fallimentare proprio per tutelare i creditori che non siano venuti immediatamente a conoscenza dell’apertura della procedura fallimentare, prevede un termine di 12 mesi per l’ammissibilità della richiesta, che successivamente può essere accolta solo se il creditore dimostra di essere venuto a conoscenza del fatto in ritardo, ma non per propria colpa o negligenza. Nel maggio scorso il responso, negativo, del tribunale, che respinge la richiesta del Comune di essere inserito tra i creditori tra cui verranno ripartiti i beni mobili e immobili della società fallita. Degli ultimi giorni la decisione dell’ente, adottata con una delibera di giunta, che ha dato mandato agli avvocati del Comune, Marina Baschieri e Annamaria Grasso, di proporre opposizione, ai sensi dell’articolo 89 della Legge Fallimentare, contro la decisione del giudice. L’opposizione è stata presentata nei giorni scorsi dall’avvocatura comunale e al momento il procedimento non prevede spese per l’ente, che ha deciso di servirsi del proprio ufficio legale interno. Nei prossimi mesi il giudice si pronuncerà. Difficile, comunque, che il Comune riesca a recuperare integralmente quanto gli spetta.
Molto, infatti, dipenderà dalla capienza dell’attivo del fallimento, e cioè da quanto valore vi sia da poter ripartire tra i creditori. L’eventuale ammissione tardiva, invece, anche nel caso in cui vi siano già state ripartizioni parziali dell’attivo del fallimento (sulle quali di norma i tardivi perdono ogni diritto), non dovrebbe danneggiare il credito del Comune, che gode di privilegio generale in quanto credito di natura tributaria. (a.g.)
Molto, infatti, dipenderà dalla capienza dell’attivo del fallimento, e cioè da quanto valore vi sia da poter ripartire tra i creditori. L’eventuale ammissione tardiva, invece, anche nel caso in cui vi siano già state ripartizioni parziali dell’attivo del fallimento (sulle quali di norma i tardivi perdono ogni diritto), non dovrebbe danneggiare il credito del Comune, che gode di privilegio generale in quanto credito di natura tributaria. (a.g.)
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