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Il sindaco di Pavullo: «Perdo il Punto nascite ma salvo l’ospedale»

Il sindaco di Pavullo: «Perdo il Punto nascite ma salvo l’ospedale»

Biolchini: «Ci sarà un miglioramento su tutta l’assistenza». Bacchettata ai comitati

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PAVULLO. Ribadisce il suo impegno per una difesa «ragionata e mediata» dell’ospedale, il sindaco Luciano Biolchini alla luce dell’incontro di lunedì in Provincia. Come già riferito, in conferenza socio sanitaria è stata di fatto confermata la chiusura del punto nascite per motivi di rischio, ma lo stesso presidente Gian Carlo Muzzarelli ha garantito in prima persona che i 5,7 milioni di investimenti sull’ospedale arriveranno.

«Serviranno per il raddoppio del Pronto soccorso - ricorda Biolchini - la ristrutturazione e potenziamento delle sale operatorie con circa 460 nuovi interventi annui a bassa/media intensità, all’automedica, all’adeguamento per il volo notturno dell’elisoccorso, all’incremento di circa 120 interventi di ortopedia annui, all’assunzione di personale medico, infermieristico e tecnico per circa 700mila euro annui, e altro».

Sottolineando di aver comunque provato di tutto per salvare il punto nascite, anche nel precedente incontro del 6 giugno, Biolchini evidenzia l’importanza di uno sguardo globale sull’ospedale, e quindi del piano ottenuto non cercando consenso, ma mirando alla salvaguardia globale della salute dei pavullesi: «Così è stata difesa l’integrità complessiva della struttura - rimarca - senza preferenze verso questo o quel settore, ma avendo solamente a cuore l’interesse primario di qualsiasi cittadino: la salvaguardia della vita umana, soprattutto nella prima emergenza. È stata difesa la vita dei nascituri, delle puerpere, delle mamme, dei papà, delle nonne, senza mettere in modo settario qualcuno davanti all’altro. Va bene difendere il punto nascite, ma dobbiamo anche proteggere mamma e bambino dopo. E le persone nell’arco della vita, perché tutti ci ammaliamo, tutti possiamo avere un incidente, tutti possiamo avere bisogno del Pronto soccorso o di un intervento chirurgico d’emergenza. Questo crediamo sia l’approccio più corretto».

Di qui una bacchettata ai comitati che si sono battuti per il punto nascite raccogliendo 5.666 firme: «Purtroppo abbiamo rilevato che vi è stato chi si è totalmente dimenticato di questi aspetti - nota - ritenendo il punto nascite il solo settore di cui interessarsi, trascurando tutto il resto, anzi mostrando scetticismo sugli investimenti promessi. È un atteggiamento inaccettabile, che mira strumentalmente a creare divisioni fra i possibili pazienti, che tende a mistificare la realtà che abbiamo di fronti agli occhi, non interessandosi minimamente di anziani, di malati gravi e di tutte quelle persone la salvaguardia della cui vita è un fatto di assoluta importanza ed urgenza. Massimo rispetto per la gente che ha firmato tentando di difendere in quel modo l’ospedale, ma forse non ha avuto tutte le informazioni necessarie». (d.m.)

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