«Modena, ora il sogno è la Formula E»
L’assessore Ferrari: «Sarebbe un evento mondiale per la nostra Motor Valley»
Assessore Ferrari, sono i giorni dei complimenti. La prima impressione del post Vasco qual è?
«Che Modena sta crescendo pur dovendo rimanere con i piedi per terra. Ci teniamo i complimenti, che fanno piacere, ma anche in giunta abbiamo fatto un bilancio guardando cosa poteva e doveva migliorare. Al di là delle pacche sulle spalle è utile capire quali sono i margini per crescere. Perché la vocazione turistica non è così automatica, non basta essere attrattivi, si deve anche predisporre una rete di lavoro che va perfezionata».
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Vasco è stato un evento turistico?
«Sì, per due motivi. Il primo è sotto gli occhi di tutti: buona parte della città ha goduto di questo evento, l’indotto anche in centro è stato notevole, tanti commercianti ci hanno ringraziato. Poi è vero che c’è anche chi non ha avuto questa possibilità, ma è stato comunque un evento totalizzante, anche per più giorni. Poi Modena Park ha rappresentato l’essenza di una città capace di organizzare grandi eventi. Modena, adesso, è nota anche per questo».
Vi aspettate richieste per prossimi eventi?
«Non si è fatto avanti nessuno, ma certamente ci speriamo perchè la città ha dimostrato di saper cogliere le sfide».
Pensa che Modena park sia replicabile?
«Modena Park è Vasco. Penso che sia replicabile una capacità logistico-organizzativa, non solo in tema musicale».
A quale evento pensa?
«I sogni sono tanti, certamente ce n’è uno già avviato, per il quale sono in corso delle verifiche».
Si spieghi.
«La consacrazione della motor valley e del nostro impegno in questa direzione sarebbe la Formula E».
Di cosa si tratta?
«Una serie automobilistica ideata dalla Federazione Internazionale dell'Automobile dedicata a veicoli spinti da motori elettrici. Un evento mondiale in città».
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Ha appena ereditato la delega al turismo: su cosa si sta concentrando?
«Stiamo riprogrammando il bando dello Iat e dei servizi al turismo. Stiamo cercando di elaborarlo al meglio e nel modo più innovativo possibile con le risorse che abbiamo a disposizione allo stato attuale. Per farlo al meglio stiamo attuando una serie di mappature per raccogliere informazioni sull’offerta attuale. È utile per una fase progettuale che deve mettere al centro del ragionamento le principali attrattive, pacchetti che siano competitivi, che portino i turisti a soggiornare nelle nostre zone non solo in coincidenza di singoli eventi. La visita “toccata e fuga” va rotta per lasciare spazio a percorsi su più giorni e variegati con una offerta mista. Il nostro territorio è in grado di offrire, deve mettere in rete e rendere il tutto visibile, come è stato per VisitModena in occasione di Vasco».
Cioè?
«Aver stampato sul biglietto che arrivava a casa a chi aveva acquistato il titolo di ingresso il marchio VisitModena, portale che racchiude oggi l’offerta del territorio, è stata una mossa vincente. Il sito va ulteriormente potenziato».
Ha le idee chiare, cosa che invece non si è verificata in Regione: come mai avete scelto di non andare con Reggio e Parma, preferendo Bologna?
«Siamo impegnati a far sì che il rapporto con Bologna sia il più proficuo possibile e che Modena possa in questa dinamica far emergere tutte le sue possibilità».
Non c’è il rischio di essere sudditi?
«Non credo proprio: c’è bisogno di avere spalle robuste e lavorare spediti».
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