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Nepotismo in ateneo, carpigiano negli Usa studia il fenomeno 

Nepotismo in ateneo, carpigiano negli Usa studia il fenomeno 

Il ricercatore Stefano Allesina mappa la situazione italiana «Tanti prof. con lo stesso cognome nelle nostre università»

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È stata curata dal carpigiano Stefano Allesina la prima mappa del nepotismo nelle università, in cui l’Italia conquista un primato poco incoraggiante.

Il ricercatore, 41 anni, docente di Ecologia e Biologia evoluta all’ateneo di Chicago, ha analizzato insieme al collega Jacopo Grilli i cognomi di 133mila ricercatori italiani, francesi e delle migliori università pubbliche degli Stati Uniti. Poi, attraverso la statistica, ha messo a paragone i vari sistemi. Il risultato del lavoro svolto si chiama: “Nepotismo nei sistemi accademici”.

«Abbiamo contato il numero di ricercatori con lo stesso cognome, presenti in ogni dipartimento - spiega Allesina - Abbiamo confrontato questo dato con quello che ci si aspetterebbe se le assunzioni fossero casuali secondo diverse ipotesi. L’abbondanza di ricercatori con lo stesso cognome nello stesso dipartimento potrebbe essere dovuta a effetti geografici, dal momento che alcuni cognomi sono tipici di una zona. O, ancora, potrebbe essere causata da un’immigrazione specifica, visto che molti ricercatori in informatica negli Usa, provengono dall’Asia. Ma se la presenza massiccia dello stesso cognome nella stessa zona non si spiega con nessuno di questi due motivi, allora potrebbe essere spiegata con professori che fanno assumere parenti stretti».

Esiste anche il rovescio della medaglia che consente di non vedere la situazione come del tutto negativa. I dati passati sotto la lente d’ingrandimento vanno dal 2000 al 2015 e il fenomeno è in calo. «Nel 2015 si sono verificate anomalie solo in Campania, Puglia e Sicilia - prosegue Allesina - Il fenomeno si è verificato maggiormente in alcune discipline specifiche: Chimica e Medicina. Queste, nel 2000, erano sette su 14.

Tra le ragioni che possono avere portato alla diminuzione può esserci la riforma universitaria del 2010 che ha proibito di assumere parenti dei docenti. Soprattutto, però, il calo si deve ai pensionamenti e alla riduzione delle assunzioni.

La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (Pnas) dell’Accademia delle scienze degli Stati Uniti.

Nel 2011, Allesina aveva già pubblicato uno studio sul tema del nepotismo accademico che certificava come alcune discipline nelle università italiane, Legge, Medicina e Ingegneria su tutte, mostravano una grave scarsità di cognomi suggerendo che il nepotismo fosse la causa dei cognomi mancanti: su 60.288 docenti italiani c'erano settemila casi di omonimia. (s.a.)

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