Prime avvisaglie di una estate molto “calda”
L’arrivo dei cinquantacinque profughi dall’Hub di Bologna costituisce solo una prima avvisaglia di una estate che, secondo le previsioni, sarà sui questo fronte molto calda per il nostro territorio....
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L’arrivo dei cinquantacinque profughi dall’Hub di Bologna costituisce solo una prima avvisaglia di una estate che, secondo le previsioni, sarà sui questo fronte molto calda per il nostro territorio. Un a previsione che è facile azzeccare, basta guardare il flusso di nuobvi arrivi e, contemporaneamente, i numeri nel Modenese, la disponibilità in posti che si fa sempre più difficile se non, a volte, impossibile. Ne arriveranno altri, ci sono quote che sono state calcolate e decise e alle quali tutti sperano, anzi, contano che si faccia sempre e comunque riferimento. Dall’amministrazione comunale di Modena alle associazioni che si occupano da tempo dei migranti e dei profughi, il modello di riferimento, che sul nostro territorio è stato costruito e che nel tempo si è consolidato, è quello dell’accoglienza diffusa.
Diffusa vuol dire anche e soprattutto no ai ghetti, no ai capannoni dismessi che per magia diventano strutture ricettive così come aule, palestre e quant’altro. Le soluzioni come gli alberghi o lo studentato sono solo di emergenza, di prima accoglienza.
Diffusa vuol dire anche e soprattutto no ai ghetti, no ai capannoni dismessi che per magia diventano strutture ricettive così come aule, palestre e quant’altro. Le soluzioni come gli alberghi o lo studentato sono solo di emergenza, di prima accoglienza.
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