«Per Maserati a Modena serve un nuovo modello»
Bonfatti: «La produzione del Gruppo Fca nel primo semestre è aumentata ed è finito il contratto di solidarietà ma così non c’è prospettiva a medio periodo»
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Il destino dello stabilimento Maserati di viale Menotti a Modena è da tempo al centro dell’attenzione per le scarse garanzie che Fca, e Sergio Marchionne in particolare, hanno sempre evitato di dare a lavoratori e sindacati. Né è apparsa sufficiente a salvaguardare l’occupazione la scelta, per quanto positiva, di prorogare la produzione di vecchi modelli che in un primo tempo parevano destinati a fine ciclo.
Ora dal sindacato Fim Cisl Emilia Centrale viene diffuso un intervento che da una parte sottolinea la buona ripresa della produzione ma dall’altra evidenzia, ormai inevitabilmente, l’esigenza di destinare la produzione di un nuovo modello a questo stabilimento che in caso contrario corre rischi molto gravi. Lo stabilimento Maserati occupa circa 1.350 persone, parte delle quali dedicate alla progettazione e sviluppo di nuovi modelli Alfa Romeo e del Tridente. Tra gennaio e giugno 2017 sono state prodotte 1.171 Maserati (GranTurismo e GranCabrio), un volume che supera del 27% quello dell’analogo periodo 2016.
«Anche lo stabilimento modenese - dice Fim Cisl - ha contribuito all’incremento di produzione di Fca nel primo semestre 2017. Grazie alla spinta dei marchi “premium” Maserati e Alfa Romeo, tra gennaio e giugno il gruppo ha aumentato la produzione complessiva del 12,9% rispetto al 2016».
«Anche quest’anno Fca supererà quota un milione di vetture prodotte – prevede Alessandro Bonfatti, sindacalista della Fim Cisl Emilia Centrale – Questo significa meno ammortizzatori sociali e più occupazione. Sta pagando la strategia sindacale di fare accordi che portino investimenti negli stabilimenti italiani, Modena compresa. A fine maggio è finito il contratto di solidarietà, che aveva coinvolto circa 140 lavoratori. L’area produttiva, che occupa circa 250 persone, ha ripreso a lavorare a pieno regime, con una produzione giornaliera di diciassette Maserati e quattro Alfa Romeo 4C. Abbiamo valutato positivamente la decisione di Fca di investire per proseguire la produzione dei due modelli Maserati a Modena. Siamo, tuttavia, consapevoli che questa non è una scelta risolutiva. Pertanto - conclude Bonfatti - chiediamo all’azienda di individuare un nuovo modello specifico da produrre a Modena per dare una prospettiva industriale di medio-lungo periodo allo stabilimento».
Ora dal sindacato Fim Cisl Emilia Centrale viene diffuso un intervento che da una parte sottolinea la buona ripresa della produzione ma dall’altra evidenzia, ormai inevitabilmente, l’esigenza di destinare la produzione di un nuovo modello a questo stabilimento che in caso contrario corre rischi molto gravi. Lo stabilimento Maserati occupa circa 1.350 persone, parte delle quali dedicate alla progettazione e sviluppo di nuovi modelli Alfa Romeo e del Tridente. Tra gennaio e giugno 2017 sono state prodotte 1.171 Maserati (GranTurismo e GranCabrio), un volume che supera del 27% quello dell’analogo periodo 2016.
«Anche lo stabilimento modenese - dice Fim Cisl - ha contribuito all’incremento di produzione di Fca nel primo semestre 2017. Grazie alla spinta dei marchi “premium” Maserati e Alfa Romeo, tra gennaio e giugno il gruppo ha aumentato la produzione complessiva del 12,9% rispetto al 2016».
«Anche quest’anno Fca supererà quota un milione di vetture prodotte – prevede Alessandro Bonfatti, sindacalista della Fim Cisl Emilia Centrale – Questo significa meno ammortizzatori sociali e più occupazione. Sta pagando la strategia sindacale di fare accordi che portino investimenti negli stabilimenti italiani, Modena compresa. A fine maggio è finito il contratto di solidarietà, che aveva coinvolto circa 140 lavoratori. L’area produttiva, che occupa circa 250 persone, ha ripreso a lavorare a pieno regime, con una produzione giornaliera di diciassette Maserati e quattro Alfa Romeo 4C. Abbiamo valutato positivamente la decisione di Fca di investire per proseguire la produzione dei due modelli Maserati a Modena. Siamo, tuttavia, consapevoli che questa non è una scelta risolutiva. Pertanto - conclude Bonfatti - chiediamo all’azienda di individuare un nuovo modello specifico da produrre a Modena per dare una prospettiva industriale di medio-lungo periodo allo stabilimento».
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