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Modena, a 47 anni la sua casa è una panchina

Barbara sulla panchina di via Luosi
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Barbara sulla panchina di via Luosi

Barbara: «Ho perso tutto e sto qui nel parchetto del centro anziani dove è ospitata mia madre». E i vicini le portano il cibo

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MODENA. Da tre giorni vive su una panchina nel parchetto della struttura per anziani che ospita sua madre da molti anni. Non sa dove andare. Qualcuno del vicinato le porta da mangiare e qualcuno, invece, mentre lei dorme, le ruba i pochi beni. Così va il mondo per Barbara Rossi, modenese 47enne, che per una lunga serie di traversie personali si trova in una situazione difficile e per ora senza sbocchi.

La sua nuova casa al momento è il parchetto di via Luosi e il tetto è il cielo. «Faccio una specie di cuscino con una felpa e mi sdraio sulla panchina per dormire qualche ora. Poi resto seduta qui tutto il giorno. Prendo anche i medicinali. Non so cosa fare» spiega.

Si sente sotto scacco da quando, alcuni giorni fa, chi la ospitava le ha detto che dopo tre mesi doveva andare altrove. «Sono amici, li capisco, hanno anche una situazione difficile con un figlio. Non potevo restare di più da loro. Quando me ne sono andata non ho saputo dove andare. E sono venuta qui in via Luosi. Al centro anziani Ramazzini mia madre è seguita dai Servizi sociali da undici anni e devo ammettere che lo fanno in modo eccellente. Sono contenta per lei. Meno per me e per come i Servizi Sociali mi trattano».

Barbara ha alle spalle una storia difficile. Storie d’amore che nelle sue speranze dovevano portare a costruire una famiglia tradizionale e che invece si sono conclude con la nascita di figli e l’abbandono dell’uomo di turno.

«Ho dato alla luce sette figli. Cinque me li hanno portati via i Servizi Sociali. Ma non è di questo che bisogna parlare oggi. Anche se alcuni dei miei figli non mancano mai di darmi un sostegno morale e ne sono grata. Oggi in realtà non sono più seguita da nessuno. Tempo fa i Servizi Sociali, dopo 23 anni, mi hanno detto che potevo fare da sola. E così ho fatto. Mi sono sposata. Ma il mio ultimo marito è morto stroncato da infarto un anno fa. Per me è stato un dolore terribile. Da allora è iniziata questa situazione».

Dopo la tragica fine del coniuge, Barbara ha trovato un aiuto concreto da parte di amici che l’hanno presa in casa. Poi se ne è dovuta andare perché l’ospitalità non è eterna e lei lo sa. E ora vive lì, sulla panchina di un parchetto curato, tanto verde, suoni ovattati, presenze discrete di parenti di anziani ricoverati. Un mondo quasi perfetto, quasi irreale, che per lei è invece una situazione pesante dalla quale uscire al più presto.

Tra i residenti in zona c’è chi l’ha vista e l’aiuta. Giuliano, riparatore di biciclette nella vicina via Spallanzani dice: «Mi sono accorto che quella donna stava tutto il giorno sulla panchina. L’ho avvicinata e l’ho trovata pacata e tranquilla nonostante la sua situazione indubbiamente difficile. Le porto da mangiare. Cerco di darle qualche conforto. Ma spero che qualcuno intervenga». Ma c’è l’altra faccia della medaglia: «Succede - racconta Barbara - che mentre dormi - qualcuno ti sfili le tue poche cose e te le rubi».

Speriamo che il suo caso sia preso in esame presto. (c.g.)
 

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