Campo abusivo: occupanti a processo ma ora c’è la piscina
di Carlo Gregori
Da quindici mesi è esecutiva l’ordinanza di sgombero ma il Comune non la applica e intanto la famiglia si allarga
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Da quindici mesi in Comune c’è un’ordinanza esecutiva di sgombero per un terreno occupato senza titolo. Un insediamento abusivo, insomma. E da quindici mesi il foglio è in un cassetto senza effetto. Ma le cose vanno avanti e giovedì prossimo in Tribunale si aprirà il processo nei confronti della coppia di adulti occupanti quel terreno, imputati per abuso edilizio. La famiglia non ha cambiato atteggiamento e anzi ha aumentato il carico della sua presenza sul terreno. Oggi ci sono due gazebi, uno dei quali con tante bici, una piccola piscina, un’altalena per bambini e, oltre alla casetta “mobile” che il Comune aveva sequestrato, anche due camper. Stiamo parlando del caso del terreno di via Cave Rubbiani, a San Damaso, vicenda che da un anno e mezzo continua a suscitare perplessità e scalpore tra i residenti. Questa storia, nata alla chetichella nell’estate 2015, ormai ricca di molti capitoli, era arrivata al marzo 2016. In quei giorni il Comune, dopo tanti silenzi e resistenze, ammise che si trattava di un’occupazione abusiva e che quel campo andava abbattuto. La famiglia doveva andarsene. Da allora è calato il silenzio. Il capofamiglia e la moglie sono venuti in redazione per ribadire che loro non sono nomadi, come dice la gente: lui è un autotrasportatore di Parma rimasto senza lavoro, lei è di una nota famiglia Sinti modenese ma non si sentono nomadi. E in effetti, il loro è un problema di stanziamento.
Da allora il Comune - fatto il dietrofront rispetto alla dichiarazione che non c’era nessun illecito - non ha mai eseguito la sua ordinanza di demolizione. È stata invece la Procura ad andare avanti. Il pm Pasquale Mazzei ha concluso le indagini e, per citazione diretta, ha disposto il rinvio a giudizio di A.A., il capofamiglia, e della moglie. Saranno loro due - anche se la proprietaria formale del terreno è la figlia, una bambina - a rispondere di quanto sta accadendo in via Cave Rubbiani 25/a. A difenderli gli avvocati Nicoletta Tietto e Lorenzo Bergami. Giovedì si terrà la prima udienza che probabilmente sarà di puro smistamento.
Nel frattempo, però, la famiglia abusiva continua tranquillamente a insediarsi sul terreno e anzi si sta ampliando. Nelle ultime settimane, come segnalano i vicini, hanno montato due gazebi. Uno quadrato molto grosso, al centro del terreno, dentro il quale sono parcheggiate molte biciclette. Poi ci sono un’altalena e una piscinetta per i ragazzi minorenni (due). Infine sono parcheggiati anche due camper. Amici in visita o in villeggiatura?
Il punto rovente della controversia sta nel terreno stesso. Quell’area agricola venne comperata per 70mila euro dalla madre della donna e regalata alla nipotina attraverso un atto ratificato dal giudice. La famiglia aveva diritto al terreno nudo per coltivarlo, certo non per abitarci, dal momento che c’erano vincoli che impedivano l’occupazione e l’edificazione: la vicinanza all’argine del Panaro e l’area di pregio agricolo. Tant’è: la casetta trasportata è rimasta senza permesso e da oltre un anno sono attivi allacciamenti elettrici.
Da allora il Comune - fatto il dietrofront rispetto alla dichiarazione che non c’era nessun illecito - non ha mai eseguito la sua ordinanza di demolizione. È stata invece la Procura ad andare avanti. Il pm Pasquale Mazzei ha concluso le indagini e, per citazione diretta, ha disposto il rinvio a giudizio di A.A., il capofamiglia, e della moglie. Saranno loro due - anche se la proprietaria formale del terreno è la figlia, una bambina - a rispondere di quanto sta accadendo in via Cave Rubbiani 25/a. A difenderli gli avvocati Nicoletta Tietto e Lorenzo Bergami. Giovedì si terrà la prima udienza che probabilmente sarà di puro smistamento.
Nel frattempo, però, la famiglia abusiva continua tranquillamente a insediarsi sul terreno e anzi si sta ampliando. Nelle ultime settimane, come segnalano i vicini, hanno montato due gazebi. Uno quadrato molto grosso, al centro del terreno, dentro il quale sono parcheggiate molte biciclette. Poi ci sono un’altalena e una piscinetta per i ragazzi minorenni (due). Infine sono parcheggiati anche due camper. Amici in visita o in villeggiatura?
Il punto rovente della controversia sta nel terreno stesso. Quell’area agricola venne comperata per 70mila euro dalla madre della donna e regalata alla nipotina attraverso un atto ratificato dal giudice. La famiglia aveva diritto al terreno nudo per coltivarlo, certo non per abitarci, dal momento che c’erano vincoli che impedivano l’occupazione e l’edificazione: la vicinanza all’argine del Panaro e l’area di pregio agricolo. Tant’è: la casetta trasportata è rimasta senza permesso e da oltre un anno sono attivi allacciamenti elettrici.
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