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Causa bancarotte a Modena, fa la bella vita e la posta sui social: arrestato

Causa bancarotte a Modena, fa la bella vita e la posta sui social: arrestato

Un 55enne a capo di una organizzazione che proponeva di salvare ditte in difficoltà ma le affossava. Spolpate due aziende nel Modenese per 100 milioni. Tra i reati contestati anche l’autoriciclaggio

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MODENA Mago delle bancarotte per fare la bella vita, presentandosi, come una sorta di “cavaliere bianco” esuberante, danaroso e coperto di lusso, a titolari di ditte in crisi dicendo loro che avrebbe trovato tutte le soluzioni per ritornare a galla. Ma in realtà quello era, per loro, l’inizio di una fine mentre per questo 55enne era una possibilità in più per fare cassa e foraggiare il suo altissimo tenore di vita. Non solo, amava mettersi in mostra e questa sua ostentazione gli è costata cara. Auto di lusso, vacanze in luoghi esotici, cene nei locali più rinomati della movida milanese accompagnato da donne dello spettacolo e champagne a fiumi. Tutto dettagliatamente condiviso, con tanto di foto ricordo, sui social. Il bel vivere ostentato da Luigi Predieri 55enne di Reggio Emilia, non è sfuggito alla Finanza di Modena che ha iniziato a monitorare il suo profilo Facebook.

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Il tenore di vita dell’uomo, ben al di sopra delle sue disponibilità dichiarate, ha portato le Fiamme Gialle a scoprire cosa ci fosse dietro. Ieri all’alba sono state eseguite le misure cautelari nei confronti di dodici persone: il 55enne Luigi Predieri è stato portato in carcere mentre per i suoi più stretti collaboratori, tra i quali la 50enne di Nonantola Maria Vittoria Provvisionato, Romano Michele, 70enne di Casalecchio di Reno, Silvano Cilloni, 75enne di Casina, sono scattati gli arresti domiciliari. Per tutti questi quattro assieme ad altre quattro persone è scattata la misura interdittiva del divieto temporaneo ad assumere cariche societarie. Quindici le perquisizioni in diverse province del nord Italia.

Il provvedimento, disposto dal Gip Romito su richiesta della Procura, è giunto al culmine di complesse indagini di polizia giudiziaria, coordinate dal Procuratore di Modena, Lucia Musti, e dal Pm Marco Imperato, durate circa un anno, nell’ambito delle quali risultano indagati a vario titolo tredici responsabili. I reati contestati sono quelli di associazione a delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta, l'emissione di fatture false, il falso in bilancio, truffe varie e autoriciclaggio.

L'indagine ha permesso di ricostruire il sistema che il gruppo aveva messo in atto per intascare somme milionarie grazie alle bancarotte fraudolente di almeno tre società. L'imprenditore si presentava ad aziende in difficoltà economica, promettendo una gestione che portasse al risanamento e a quel punto assumeva il controllo delle imprese, coinvolgendo prestanome o altre società di comodo. Tramite l’emissione di fatture false e truccando i bilanci, l'azienda riusciva a ottenere crediti o anticipazioni dalle banche, ma il denaro veniva dirottato su altre società, in Italia e all’estero. Questo flusso di soldi veniva poi prelevato dal 55enne in maniera sistematica per le spese faraoniche consone al suo stile di vita, fino a prosciugare l’azienda originaria, che veniva portata al fallimento.

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Nel Modenese sono state individuate due società di cui Predieri, attraverso il ricorso al massiccio uso di fatture per operazioni inesistenti e cessioni simulate, è riuscito a distrarre l’intero patrimonio. In diversi casi, poi, i finanzieri hanno accertato che le operazioni commerciali poste in essere dalle citate società nascondevano vere e proprie operazioni di riciclaggio di proventi derivanti da altri fallimenti dolosi e reati tributari commessi dagli indagati. Per le due società di Modena i passivi erano stati pesantissimi, quasi 100 milioni, di cui gran parte vantati dallo Stato a titolo di imposte evase. Le 15 perquisizioni hanno visto impiegati 60 militari e l’unità cinofila “anti-valuta” (i cosiddetti “cash dog”) , utilizzata per la ricerca di contanti occultati dal principale indagato. In una delle case di pertinenza di Predieri. sono stati trovati 40mila euro in contanti e tante carte di credito e bancomat relativi alle ditte che aveva “in gestione”.

Stefano Totaro
 

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