urbanistica
Duro scontro tra gli architetti sulla nuova legge
Urbanisti e architetti divisi - con uno di essi che addirittura evoca la futura possibile diffusione delle mazzette causa diminuzione dei controlli - sulla nuova legge regionale dell’urbanistica che...
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Urbanisti e architetti divisi - con uno di essi che addirittura evoca la futura possibile diffusione delle mazzette causa diminuzione dei controlli - sulla nuova legge regionale dell’urbanistica che entro pochi mesi verrà approvata dalla Regione Emilia Romagna. E le polemiche non mancano, con il Pd che difende la normativa voluta dalla giunta regionale, Articolo 1-Mdp che rileva qualche punto che non va e sta a metà del guado così come Forza Italia. E il M5S, infine, che critica apertamente la nuova legge in arrivo. E’ andata così anche ieri in commissione comunale dove è andata in scena in una seduta-fiume l’audizione di quattro tra urbanisti e architetti che hanno parlato della legge urbanistica che avrà ricadute anche su Modena. Gli esperti presenti sono stati Lorenzo Carapellese, invitato in occasioni precedenti dai grillini per alcuni convegni, Piero P. Cavalcoli, da Art1 e Per me Modena, Ugo Liberi (è consigliere regionale di Forza Italia a Sassuolo) e Filippo Boschi invitato dal Pd. Il più critico è parso l’urbanista Carapellese che ricorda come «se non ci saranno modifiche, almeno sulla carta, scatterà una corsa alla concessione in certe aree. Siamo davanti a una legge che soprattutto di produzione edilizia e l’Emilia Romagna non ha bisogno di ciò. La Pianura Padana è una delle zone più inquinate del pianeta: in quanti anni dobbiamo arrivare al 20% di uso della bici e in quanti di diminuzione del traffico auto del 30%? Avrei avuto il piacere di leggerlo nella legge». L’architetto Liberi è a favore: «Perché è una legge che snellisce le pratiche. La mancanza di numeri è un pregio perché responsabilizza le amministrazioni locali». Secondo l'Ispra (Istituto superiore per la protezione ambientale) è stata la provincia di Bologna, tra il 2015 e il 2016, a consumare più di tutti in Emilia-Romagna con una quota pari a 113 ettari, in una regione nel suo complesso quarta per cemento in Italia con un 9,77% sottratto al suolo vergine. Un po' meglio Modena, dove il consumo è all'11,7%. La nuova legge, così com’è uscita dalla giunta bolognese, prevede un taglio alle previsioni di espansione dei Comuni regionali da 250 chilometri quadri a 70, con un risparmio di suolo stimato intorno ai 180 chilometri quadrati. La massima espansione consentita di qui al 2050 non dovrà superare il 3% nelle cinture urbane. (s.l.)
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