Il prefetto sui profughi: «Presto via dall’albergo»
Polinago. I trenta immigrati se ne dovrebbero andare già prima di metà mese Paba: «Ho l’impegno scritto di una associazione che si occuperà di loro»
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POLINAGO. I trenta profughi arrivati sull’onda dell’emergenza a Polinago lasceranno presto l’albergo che sinora li ha ospitati. Lo lasceranno, se non insorgeranno intoppi dell’ultima ora, con ogni probabilità prima del termine promesso dalla prefettura al primo cittadino Gian Domenico Tomei, ovvero il 15 luglio.
Lo afferma lo stesso prefetto di Modena Maria Patrizia Paba: «Ho un impegno con il sindaco a ridistribuirli sul territorio e al 15 luglio manterrò questo impegno per spostare la trentina di migranti in altre collocazioni. Non solo, posso affermare di aver avuto una disponibilità, sono in possesso di una “assicurazione scritta”, di un impegno all’accoglienza da parte di uno dei gestori che sono presenti nell’albo prefettizio in questo ambito. Dunque spero di fare ancora prima, per arrivare a questo punto sono intercorse febbrili consultazioni che, a quanto pare, stanno portando i risultati sperati». Il prefetto comunque ricorda che si tratta di una emergenza e che doveva assicurare in tempi brevi un tetto per i nuovi arrivati. «Abbiamo avuto degli a flussi consistenti, la saturazione dei posti dovuta al concerto di Vasco. La scorsa settimana ne abbiamo dovuti collocare trenta richiedenti asilo a Polinago in un hotel che aveva manifestato la disponibilità e abbiamo trovato il supporto della Croce rossa, per altro impegnata col concertone. Quelli della Cri vanno almeno due volte al giorno e i profughi non sono abbandonati: portano loro l'assistenza, indumenti, eccetto vitto e alloggio. C’è personale che parla la loro lingue dei migranti, è loro vicino e ascolta le loro richieste».
Stefano Totaro
Lo afferma lo stesso prefetto di Modena Maria Patrizia Paba: «Ho un impegno con il sindaco a ridistribuirli sul territorio e al 15 luglio manterrò questo impegno per spostare la trentina di migranti in altre collocazioni. Non solo, posso affermare di aver avuto una disponibilità, sono in possesso di una “assicurazione scritta”, di un impegno all’accoglienza da parte di uno dei gestori che sono presenti nell’albo prefettizio in questo ambito. Dunque spero di fare ancora prima, per arrivare a questo punto sono intercorse febbrili consultazioni che, a quanto pare, stanno portando i risultati sperati». Il prefetto comunque ricorda che si tratta di una emergenza e che doveva assicurare in tempi brevi un tetto per i nuovi arrivati. «Abbiamo avuto degli a flussi consistenti, la saturazione dei posti dovuta al concerto di Vasco. La scorsa settimana ne abbiamo dovuti collocare trenta richiedenti asilo a Polinago in un hotel che aveva manifestato la disponibilità e abbiamo trovato il supporto della Croce rossa, per altro impegnata col concertone. Quelli della Cri vanno almeno due volte al giorno e i profughi non sono abbandonati: portano loro l'assistenza, indumenti, eccetto vitto e alloggio. C’è personale che parla la loro lingue dei migranti, è loro vicino e ascolta le loro richieste».
Stefano Totaro
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