Inclusivo, contrario di esclusivo Dal verbo far cadere le barriere
di Monica Tappa
Tanto dev’essere ancora fatto per i piccoli con disabilità motorie o cognitive Ma a Modena e provincia ci sono progetti piccoli e grandi nella giusta direzione
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In Texas è stato inaugurato da qualche settimana un nuovo parco acquatico: si chiama Morgan’s Inspiration Land e come qualsiasi acquapark che si rispetti è dotato di geyser e tende di pioggia, piscine attrezzate con zampilli d’acqua e un percorso, ovviamente tortuoso, da percorrere in battello. Ciò che lo rende davvero speciale è che è il primo parco al mondo studiato per essere accessibile al 100% da bambini con disabilità fisiche o cognitive.
Per i bimbi in sedia a rotelle il parco mette a disposizione, gratuitamente, anche delle carrozzine impermeabili, realizzate in collaborazione con i ricercatori della Pittsburgh University. Ce n’è pure una che si aziona usando l’aria compressa: economica e veloce da ricaricare: Pneuchair, si chiama.
“Il parco dell’inclusione” non è aperto solo ai disabili. Ma permette anche ai bimbi con piccole o grandi difficoltà motorie o cognitive di potersi divertire come e con gli altri bimbi. Bello, no?
E a Modena? Altro che parco acquatico dedicato: qualcuno forse ricorderà che qualche mese fa, a dicembre 2016, per la precisione, il sindaco Muzzarelli si è fatto un giro per la città con l’atleta paralimpica Juliet Kaine, nove volte campionessa di kajak, tra cavalcavia, marciapiedi, salite sul bus e raccolta differenziata, in carrozzina: «I problemi ci sono, servono soluzioni», aveva esclamato dopo essersi reso conto che vivere la città può essere, più che faticoso, praticamente impossibile. Piano piano qualcosa si starà muovendo?
(Lasciamo stare che in questi giorni, a Modena, praticamente non ci si muove proprio, se non a piedi: polemici e disfattisti in fila per il bigliettino delle lamentele, fans ed entusiasti biglietto in mano che ormai ci siamo…)
Vero è che più veloci delle amministrazioni comunali, di città e provincia, si muovono le associazioni e i cittadini, come dimostra la recente inaugurazione dell’altalena inclusiva donata dall’associazione La Biblioteca del Gufo al parco giochi pubblico di Villa Sabbatini a Formigine.
Altrettanto vero che le barriere da abbattere non sono solo architettoniche, e qui le buone notizie non mancano.
Ai primi di giugno, ad esempio, sono andati in scena al Teatro delle Passioni di via Carlo Sigonio gli appuntamenti della rassegna “Corpo a corpo” dei Cantieri Teatrali Cicabùm, l’associazione che porta avanti da anni il progetto “Teatro e Disabilità” promosso dall'Assessorato alle Politiche Sociali, Sanitarie e Abitative del Comune di Modena (attivato nel 1996).
“Il teatro è il luogo in cui l’uomo trova il modo di manifestarsi al di là delle sue condizioni concrete” diceva Claudio Meldolesi, drammaturgo e critico teatrale, e l’intento del progetto è proprio quello di dare visibilità alle persone disabili rendendole protagoniste attive e di presentare alla città spettacoli su temi in cui identità e differenze siano aspetti ricorrenti nel dialogo con gli spettatori.
E sicuramente si stanno muovendo tenendo bene a mente il concetto di inclusione anche a Marano, dove il 1° giugno è stato riaperto il chiosco bar del parco bocce (di proprietà comunale), gestito, come l’anno scorso, dai ragazzi disabili dell'associazione "Magicamente Liberi”. “Il progetto La Mia Autonomia è nato l’anno scorso – ha spiegato Emilia Muratori, sindaco di Marano – e si è rivelato un successo sia perché i ragazzi che gestiscono il piccolo bar hanno trovato un'opportunità di crescita, sia per i clienti che hanno ricevuto un servizio e una accoglienza davvero straordinari”.
A volte, infine, l’impegno e la voglia di fare si trasformano “semplicemente” in una festa lunga otto giorni, come a Finale Emilia, dove, fino al 9 luglio c’è “Tuttinsieme” organizzata dall’Associazione Volontari Pro Handicappati con musica, cibo e divertimento per tutti.
Photo credits: Robin Jerstad/. Jerstad Photographics.
Per i bimbi in sedia a rotelle il parco mette a disposizione, gratuitamente, anche delle carrozzine impermeabili, realizzate in collaborazione con i ricercatori della Pittsburgh University. Ce n’è pure una che si aziona usando l’aria compressa: economica e veloce da ricaricare: Pneuchair, si chiama.
“Il parco dell’inclusione” non è aperto solo ai disabili. Ma permette anche ai bimbi con piccole o grandi difficoltà motorie o cognitive di potersi divertire come e con gli altri bimbi. Bello, no?
E a Modena? Altro che parco acquatico dedicato: qualcuno forse ricorderà che qualche mese fa, a dicembre 2016, per la precisione, il sindaco Muzzarelli si è fatto un giro per la città con l’atleta paralimpica Juliet Kaine, nove volte campionessa di kajak, tra cavalcavia, marciapiedi, salite sul bus e raccolta differenziata, in carrozzina: «I problemi ci sono, servono soluzioni», aveva esclamato dopo essersi reso conto che vivere la città può essere, più che faticoso, praticamente impossibile. Piano piano qualcosa si starà muovendo?
(Lasciamo stare che in questi giorni, a Modena, praticamente non ci si muove proprio, se non a piedi: polemici e disfattisti in fila per il bigliettino delle lamentele, fans ed entusiasti biglietto in mano che ormai ci siamo…)
Vero è che più veloci delle amministrazioni comunali, di città e provincia, si muovono le associazioni e i cittadini, come dimostra la recente inaugurazione dell’altalena inclusiva donata dall’associazione La Biblioteca del Gufo al parco giochi pubblico di Villa Sabbatini a Formigine.
Altrettanto vero che le barriere da abbattere non sono solo architettoniche, e qui le buone notizie non mancano.
Ai primi di giugno, ad esempio, sono andati in scena al Teatro delle Passioni di via Carlo Sigonio gli appuntamenti della rassegna “Corpo a corpo” dei Cantieri Teatrali Cicabùm, l’associazione che porta avanti da anni il progetto “Teatro e Disabilità” promosso dall'Assessorato alle Politiche Sociali, Sanitarie e Abitative del Comune di Modena (attivato nel 1996).
“Il teatro è il luogo in cui l’uomo trova il modo di manifestarsi al di là delle sue condizioni concrete” diceva Claudio Meldolesi, drammaturgo e critico teatrale, e l’intento del progetto è proprio quello di dare visibilità alle persone disabili rendendole protagoniste attive e di presentare alla città spettacoli su temi in cui identità e differenze siano aspetti ricorrenti nel dialogo con gli spettatori.
E sicuramente si stanno muovendo tenendo bene a mente il concetto di inclusione anche a Marano, dove il 1° giugno è stato riaperto il chiosco bar del parco bocce (di proprietà comunale), gestito, come l’anno scorso, dai ragazzi disabili dell'associazione "Magicamente Liberi”. “Il progetto La Mia Autonomia è nato l’anno scorso – ha spiegato Emilia Muratori, sindaco di Marano – e si è rivelato un successo sia perché i ragazzi che gestiscono il piccolo bar hanno trovato un'opportunità di crescita, sia per i clienti che hanno ricevuto un servizio e una accoglienza davvero straordinari”.
A volte, infine, l’impegno e la voglia di fare si trasformano “semplicemente” in una festa lunga otto giorni, come a Finale Emilia, dove, fino al 9 luglio c’è “Tuttinsieme” organizzata dall’Associazione Volontari Pro Handicappati con musica, cibo e divertimento per tutti.
Photo credits: Robin Jerstad/. Jerstad Photographics.
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