Per i migranti scende in campo la Curia
di Stefano Totaro
Il prefetto Paba: «Il vescovo ha dato la disponibilità per verificare alcuni alloggi di pertinenza ecclesiastica in provincia»
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Profughi all’hotel Tiby, è assai probabile che i 55 migranti, ultimi arrivati sul nostro territorio, possano lasciare le pur comode stanze dell'albergo per trasferirsi in provincia. L’Arcidiocesi ha messo a disposizione strutture di sua pertinenza, locali che sono nella disponibilità di enti ecclesiastici, di parrocchie, alloggi nella provincia modenese. Se non si troveranno altre soluzioni, se cioè nessuno dei gestori iscritti negli albi della prefettura si farà avanti per prendere in mano la situazione, ecco che i 55 troveranno ospitalità sotto l’ala della Curia per quanto riguarda le strutture. Poi, di nuovo, si dovrà cercare una associazione che si occuperà del programma di accoglienza per loro. È questo il percorso che sembra ormai profilarsi all'orizzonte, questione di settimane, o forse anche di giorni. Resta comunque aperta, anche se poco probabile, la prospettiva che i 55 nuovi profughi restino al Tiby e che, in loco, una associazione si occupi di loro. Ma da tempo, numeri alla mano, la tendenza è quella di non ingolfare ulteriormente la città rispetto ad una provincia ancora più “libera”.
Il prefetto Maria Patrizia Paba ha fatto il punto della situazione sciogliendo dubbi e annunciando le soluzioni che si profilano. E ha spiegato come i nuovi arrivi abbiano creato situazioni d'emergenza sia a Polinago che a Modena. Per quel che riguarda la città «in questa situazione d'emergenza e nella indisponibilità degli altri gestori, iscritti nell’elenco, di assicurare l’assistenza - spiega il prefetto - l’albergo Tiby, che già accoglieva e accoglie tuttora migranti per un gestore aggiudicatario, ci è sembrato potesse essere la soluzione per offrire accoglienza in emergenza, visto che già aveva una lunga esperienza in merito. Così come a Polinago la Croce Rossa ci ha assicurato appoggio: non solo vengono forniti generi di prima necessità ma loro personale va in loco per intrattenersi coi migranti, vedere quali sono le loro necessità».
Questo dunque per dare un tetto ai nuovi arrivati. «Dopodiché è sempre in corso la richiesta ai gestori - prosegue il prefetto - di assumersi la disponibilità all’accoglienza sia nell’ambito dell’hotel Tiby sia nell’ambito di altre soluzioni. Soluzioni che stiamo cercando in provincia. E in questo debbo dire che l’arcivescovo di Modena Erio Castellucci ha dato una grande disponibilità. Si è interessato per assicurare la capacità alloggiativa nell’ambito del territorio provinciale da parte di locali afferenti ad enti ecclesiastici. Sono assolutamente intenzionata a distribuire alleggerendo il carico su Modena, se ovviamente gli afflussi me lo consentiranno. Ma riaffermo questo con estrema chiarezza e fermezza: bisogna che tutti facciano la propria parte. Bisogna che chi ancora non accoglie, accolga. In realtà sono molto pochi quelli che non accolgono e si sono aperte diverse situazioni o se ne stanno aprendo tra coloro che non accolgono. Bisogna inoltre che chi accoglie in quota inferiore rispetto a quella prevista o a quella mediamente assicurata dagli altri nella provincia faccia di più». I 55 saranno anche gestiti dall’Arcidiocesi? «No non necessariamente, l’Arcidiocesi sta dando una mano consistente e io ringrazio, ma certo non è che l’Arcidiocesi possa sopperire a tutte le esigenze, non vorrei che passasse questo messaggio - afferma il prefetto - dunque o si trova un gestore che accetta di gestire i migranti al Tiby e questa potrebbe essere una soluzione, oppure si trova una soluzione per poterli ridistribuire subito nella provincia e in questo caso c’è la disponibilità della Curia. Spero passino pochi giorni, in merito alle soluzioni che matureranno. Anche quando si trovano gli appartamenti bisogna fare dei contratti, allacciare le utenze, qualche lavoro di manutenzione, insomma un po’ di tempo passa». E il prefetto conclude: «Sto per bandire una ulteriore gara perché il fabbisogno complessivo richiesto dalla gara che è stata bandita lo scorso anno non è stato esaurito dall’aggiudicatario. Abbiamo necessità di bandire un’altra gara, europea, per poter coprire tutto quel fabbisogno per il 2017 e anche per il 2018».
Il prefetto Maria Patrizia Paba ha fatto il punto della situazione sciogliendo dubbi e annunciando le soluzioni che si profilano. E ha spiegato come i nuovi arrivi abbiano creato situazioni d'emergenza sia a Polinago che a Modena. Per quel che riguarda la città «in questa situazione d'emergenza e nella indisponibilità degli altri gestori, iscritti nell’elenco, di assicurare l’assistenza - spiega il prefetto - l’albergo Tiby, che già accoglieva e accoglie tuttora migranti per un gestore aggiudicatario, ci è sembrato potesse essere la soluzione per offrire accoglienza in emergenza, visto che già aveva una lunga esperienza in merito. Così come a Polinago la Croce Rossa ci ha assicurato appoggio: non solo vengono forniti generi di prima necessità ma loro personale va in loco per intrattenersi coi migranti, vedere quali sono le loro necessità».
Questo dunque per dare un tetto ai nuovi arrivati. «Dopodiché è sempre in corso la richiesta ai gestori - prosegue il prefetto - di assumersi la disponibilità all’accoglienza sia nell’ambito dell’hotel Tiby sia nell’ambito di altre soluzioni. Soluzioni che stiamo cercando in provincia. E in questo debbo dire che l’arcivescovo di Modena Erio Castellucci ha dato una grande disponibilità. Si è interessato per assicurare la capacità alloggiativa nell’ambito del territorio provinciale da parte di locali afferenti ad enti ecclesiastici. Sono assolutamente intenzionata a distribuire alleggerendo il carico su Modena, se ovviamente gli afflussi me lo consentiranno. Ma riaffermo questo con estrema chiarezza e fermezza: bisogna che tutti facciano la propria parte. Bisogna che chi ancora non accoglie, accolga. In realtà sono molto pochi quelli che non accolgono e si sono aperte diverse situazioni o se ne stanno aprendo tra coloro che non accolgono. Bisogna inoltre che chi accoglie in quota inferiore rispetto a quella prevista o a quella mediamente assicurata dagli altri nella provincia faccia di più». I 55 saranno anche gestiti dall’Arcidiocesi? «No non necessariamente, l’Arcidiocesi sta dando una mano consistente e io ringrazio, ma certo non è che l’Arcidiocesi possa sopperire a tutte le esigenze, non vorrei che passasse questo messaggio - afferma il prefetto - dunque o si trova un gestore che accetta di gestire i migranti al Tiby e questa potrebbe essere una soluzione, oppure si trova una soluzione per poterli ridistribuire subito nella provincia e in questo caso c’è la disponibilità della Curia. Spero passino pochi giorni, in merito alle soluzioni che matureranno. Anche quando si trovano gli appartamenti bisogna fare dei contratti, allacciare le utenze, qualche lavoro di manutenzione, insomma un po’ di tempo passa». E il prefetto conclude: «Sto per bandire una ulteriore gara perché il fabbisogno complessivo richiesto dalla gara che è stata bandita lo scorso anno non è stato esaurito dall’aggiudicatario. Abbiamo necessità di bandire un’altra gara, europea, per poter coprire tutto quel fabbisogno per il 2017 e anche per il 2018».
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