Vasco Rossi a Modena Park, un profeta in patria
di STELLA TAGLIAZUCCHI
No, la storia di nemo propheta in patria non é vera. No, perché non c'è niente che mi abbia soddisfatto come vedere la gente di sabato. Ha fatto un gran spettacolo quello lì.Vorrei essere brava a...
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No, la storia di nemo propheta in patria non é vera. No, perché non c'è niente che mi abbia soddisfatto come vedere la gente di sabato. Ha fatto un gran spettacolo quello lì.
Vorrei essere brava a scrivere quello che in molti stanno scrivendo, articolando che 220mila erano tanti e forti, che siamo un esempio di civiltà e di organizzazione, che Muzzarelli ha fatto bene. Chi vorrebbe vedere quei duecentoventimila scendere in piazza per le ingiustizie, che potevano anche trasmetterlo tutto in diretta e milioni di condivisioni della bufala sugli oggetti persi. Onestamente quello che rimane del Modena Park non è un parco rassettato ma il ricordo in ogni cuore e nelle anime di quei momenti irripetibili.
C'è stato un grande “facciamolo” che ha stupito è soddisfatto le attese. Ce l'hanno fatta nello stupore di molti ma nella speranza di tutti. Fantasticamente inaspettato. Eseguendo alla lettera le indicazioni abbiamo saputo essere gente civile e da spettatrice occasionale adoro e mi emoziono quando davanti a tutta quella gente qualcuno urla che “non dobbiamo avere paura, che l'amore sta sopra alla paura”. Vincenti e orgogliosi di quello che la musica ha portato nelle nostre vite, nei nostri cuori e nella nostra amata città.
Siamo stati “liberi di sognare” e liberi di ricominciare, con un altro evento con un'altra Modena forte e orgogliosa. Personalmente Curreri è stata la ciliegina sulla torta ma parlo da giovane anziana fan degli Stadio. La suggestione di sapere di essere così tanti tutti insieme è stato strepitosa, tutti che cantavano più o meno vestiti Rewind, i fuochi d'artificio, la festa, la felicità. Hanno e abbiamo scritto la storia, bravi a tutti. Bravi a noi.
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Vorrei essere brava a scrivere quello che in molti stanno scrivendo, articolando che 220mila erano tanti e forti, che siamo un esempio di civiltà e di organizzazione, che Muzzarelli ha fatto bene. Chi vorrebbe vedere quei duecentoventimila scendere in piazza per le ingiustizie, che potevano anche trasmetterlo tutto in diretta e milioni di condivisioni della bufala sugli oggetti persi. Onestamente quello che rimane del Modena Park non è un parco rassettato ma il ricordo in ogni cuore e nelle anime di quei momenti irripetibili.
C'è stato un grande “facciamolo” che ha stupito è soddisfatto le attese. Ce l'hanno fatta nello stupore di molti ma nella speranza di tutti. Fantasticamente inaspettato. Eseguendo alla lettera le indicazioni abbiamo saputo essere gente civile e da spettatrice occasionale adoro e mi emoziono quando davanti a tutta quella gente qualcuno urla che “non dobbiamo avere paura, che l'amore sta sopra alla paura”. Vincenti e orgogliosi di quello che la musica ha portato nelle nostre vite, nei nostri cuori e nella nostra amata città.
Siamo stati “liberi di sognare” e liberi di ricominciare, con un altro evento con un'altra Modena forte e orgogliosa. Personalmente Curreri è stata la ciliegina sulla torta ma parlo da giovane anziana fan degli Stadio. La suggestione di sapere di essere così tanti tutti insieme è stato strepitosa, tutti che cantavano più o meno vestiti Rewind, i fuochi d'artificio, la festa, la felicità. Hanno e abbiamo scritto la storia, bravi a tutti. Bravi a noi.
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