A Modena arrivati altri trenta profughi
di Stefano Totaro e Daniele Montanari
I migranti che erano in albergo a Polinago ora sono stati portati in via delle Costellazioni: di loro si occupa la coop L’Angolo
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A sorpresa ecco che i trenta richiedenti asilo che erano ospitati tra mille polemiche nell’albergo a Polinago sono stati trasferiti a Modena. Che accade? Non si era forse detto, e il prefetto Maria Patrizia Paba lo ha più volte ribadito (proprio ieri sul nostro giornale) che Modena è già da “tutto esaurito” e che si devono trovare posti nei centri della provincia? Eppure per la città, allo stato attuale, ci sono così trenta “nuovi” arrivi, dopo i 55 che sono stati alloggiati al Tiby temporaneamente, in attesa di collocazioni assistite. Vediamo.
Questi 30 migranti sono stati portati ieri dalla cittadina appenninica a Modena, in via delle Costellazioni, presso lo Studentato. Ma non si tratta solo di un “trasloco”: anche se lo Studentato costituisce da tempo una soluzione per le emergenze più o meno improvvise, per le cosiddette “prime accoglienze”, avendo la struttura le stanze per collocare i nuovi arrivati che escono dall’Hub di Bologna, per i 30 nuovi arrivati si tratta di un passo avanti. Ora c’è chi si occuperà di loro. I nuovi arrivati non sono infatti più da soli, anche se erano stati protetti ed accuditi dalla Croce Rossa durante il loro soggiorno in montagna: sono stati affidati per l’accoglienza alla cooperativa L’Angolo. Il prefetto l’altro giorno lo aveva annunciato, aveva affermato di aver trovato un accordo con un gestore iscritto nell’albo prefettizio per l'accoglienza che si sarebbe occupato di loro e che era sicura di mantenere la promessa fatta al sindaco Tomei, cioè che avrebbe spostato i profughi dall’albergo entro il 15 luglio. Così è stato, ora i profughi sono a Modena, allo Studentato, gestiti da chi fa accoglienza. La partenza da Polinago è stata verso le 16.30: a prenderli su un bus Seta è venuto il senegalese Ousman della coop L'Angolo, a cui li hanno consegnati i volontari della Cri di Pavullo e Prignano, che dopo essersi presi cura di loro per una settimana (anche con apprezzate lezioni di italiano) li hanno salutati offrendo un bel gelato. Il sindaco Tomei, che ha vigilato sulla partenza: «Ringrazio la Prefettura che ha mantenuto l’impegno del trasferimento addirittura con una settimana d'anticipo - ha sottolineato - confermando quanto fosse emergenziale la situazione creatasi la notte del 28 giugno. Questi ragazzi si sono comportati bene e hanno dimostrato di avere tutti dietro una storia, anche drammatica. Di essere persone che meritano accoglienza dignitosa e rispetto». E quelli al Tiby? I 55 resteranno nell’hotel e verranno “affiancati” da un’associazione che curerà il programma di accoglienza (gratuitamente, perché la quota dei 34 euro per ogni migrante serve interamente per pagare l’hotel) oppure se ne andranno in altre strutture, gestiti da associazioni specifiche? Il prefetto ha sostenuto che il vescovo ha dato la sua disponibilità nel trovare posti consoni per ospitare i migranti, luoghi, case, appartamenti, strutture, locali afferenti ad enti ecclesiastici. E questi “luoghi” d’accoglienza non saranno a Modena ma nel territorio provinciale. Sul fronte dunque c’è un po’ di speranza, un po’ di sereno. Padre Stenico del Ceis: «Abbiamo in gestione - dice - una ottantina di migranti, tra via Martiniana e altre strutture nostre. Allo stato attuale siamo fermi, nel senso che quello che abbiamo è un grossi impegno per l’accoglienza. Ma stiamo trovando, cercando e dove possiamo allestendo altre strutture, altri posti dove potremo accogliere. E l’accoglienza la gestiremo noi. Non accadrà in pochi giorni, ma noi ci siamo». E non poteva mancare la Caritas i cui responsabili fanno sapere, in sostanza, che i lavori sono in corso, che si stanno cercando e reperendo luoghi per potere sistemare i nuovi migranti per garantire ospitalità assistita. Si valutano ex canoniche, luoghi per piccoli gruppi diffusi sul territorio.
Questi 30 migranti sono stati portati ieri dalla cittadina appenninica a Modena, in via delle Costellazioni, presso lo Studentato. Ma non si tratta solo di un “trasloco”: anche se lo Studentato costituisce da tempo una soluzione per le emergenze più o meno improvvise, per le cosiddette “prime accoglienze”, avendo la struttura le stanze per collocare i nuovi arrivati che escono dall’Hub di Bologna, per i 30 nuovi arrivati si tratta di un passo avanti. Ora c’è chi si occuperà di loro. I nuovi arrivati non sono infatti più da soli, anche se erano stati protetti ed accuditi dalla Croce Rossa durante il loro soggiorno in montagna: sono stati affidati per l’accoglienza alla cooperativa L’Angolo. Il prefetto l’altro giorno lo aveva annunciato, aveva affermato di aver trovato un accordo con un gestore iscritto nell’albo prefettizio per l'accoglienza che si sarebbe occupato di loro e che era sicura di mantenere la promessa fatta al sindaco Tomei, cioè che avrebbe spostato i profughi dall’albergo entro il 15 luglio. Così è stato, ora i profughi sono a Modena, allo Studentato, gestiti da chi fa accoglienza. La partenza da Polinago è stata verso le 16.30: a prenderli su un bus Seta è venuto il senegalese Ousman della coop L'Angolo, a cui li hanno consegnati i volontari della Cri di Pavullo e Prignano, che dopo essersi presi cura di loro per una settimana (anche con apprezzate lezioni di italiano) li hanno salutati offrendo un bel gelato. Il sindaco Tomei, che ha vigilato sulla partenza: «Ringrazio la Prefettura che ha mantenuto l’impegno del trasferimento addirittura con una settimana d'anticipo - ha sottolineato - confermando quanto fosse emergenziale la situazione creatasi la notte del 28 giugno. Questi ragazzi si sono comportati bene e hanno dimostrato di avere tutti dietro una storia, anche drammatica. Di essere persone che meritano accoglienza dignitosa e rispetto». E quelli al Tiby? I 55 resteranno nell’hotel e verranno “affiancati” da un’associazione che curerà il programma di accoglienza (gratuitamente, perché la quota dei 34 euro per ogni migrante serve interamente per pagare l’hotel) oppure se ne andranno in altre strutture, gestiti da associazioni specifiche? Il prefetto ha sostenuto che il vescovo ha dato la sua disponibilità nel trovare posti consoni per ospitare i migranti, luoghi, case, appartamenti, strutture, locali afferenti ad enti ecclesiastici. E questi “luoghi” d’accoglienza non saranno a Modena ma nel territorio provinciale. Sul fronte dunque c’è un po’ di speranza, un po’ di sereno. Padre Stenico del Ceis: «Abbiamo in gestione - dice - una ottantina di migranti, tra via Martiniana e altre strutture nostre. Allo stato attuale siamo fermi, nel senso che quello che abbiamo è un grossi impegno per l’accoglienza. Ma stiamo trovando, cercando e dove possiamo allestendo altre strutture, altri posti dove potremo accogliere. E l’accoglienza la gestiremo noi. Non accadrà in pochi giorni, ma noi ci siamo». E non poteva mancare la Caritas i cui responsabili fanno sapere, in sostanza, che i lavori sono in corso, che si stanno cercando e reperendo luoghi per potere sistemare i nuovi migranti per garantire ospitalità assistita. Si valutano ex canoniche, luoghi per piccoli gruppi diffusi sul territorio.
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