Divieti e strade indegne: oggi la Bassa protesta
La manifestazione promossa da cicloamatori, motociclisti, imprese e trattoristi «Assurdo vietare il transito, mettano a posto la viabilità delle Valli mirandolesi»
2 MINUTI DI LETTURA
La Provincia ha ufficializzato il nuovo divieto di transito a ciclisti e ciclomotori a Passo dei Rossi, al confine tra il modenese e il mantovano. Vengono così beffardamente tagliati gli ultimi percorsi possibili per ciclisti e ciclomotori che transitano al confine tra le due province, molti per praticare sport cicloamatoriale su circuiti ormai tradizionali e di solito al riparo da traffico automobilistico e pesante pericoloso. Molti per pendolarismo da lavoro.
Una situazione aggravata dal giro di vite di questi giorni, dopo la morte di Lorella Vaccari, la 55enne di San Felice che è caduta ed è stata tragicamente investita da un’auto in corrispondenza del semaforo di via Imperiale, vicina a via Albero, in un altro dei tratti preclusi alle due ruote.
Da giorni infatti le forze dell’ordine si piazzano all’ingresso delle valli. È accaduto così che un noto imprenditore di Massa sia stato fermato alle 6 dl mattino dai carabinieri, durante un giro di allenamento in bici, e multato di 85 euro.
Una situazione per molti aspetti critica. «Anzituto perché se le condizioni delle strade sono pessime, è inutile multare i cittadini, occorre invece sistemarle, cosa che non avviene da tempo. In secondo luogo, il fatto che i cicloamatori scelgano le Valli, rende libera dalla loro presenza altre strade ben più trafficate. Costringerli alle strade trafficate è un assurdo. In terzo luogo, perché è assurdo vietare le strade ai mezzi a due ruote, e consentire il transito ai mezzi pesanti. Dovrebbe accadere semmai il contrario, quando le strade sono in quelle condizioni...». Sono un po’ questi gli argomenti della contestazione che andrà in scena stamane, tra via albero e via Imperiale. Una manifestazione che prevede l’adunata alle 11.15 presso l’azienda Ittica alleva, con camminata fino all’incrocio e al semaforo dove ha perso la vita Lorella.
Una manifestazione pacifica, cui non hanno aderito solo i gruppi di cicloamatori del territorio, cornuti e mazziati dal divieto: «Qualche anno fa - raccontano - un motociclista deve avere fatto causa per i danni alla ruota della sua auto. Il giudice deve avergli dato ragione, perchè è palese che questi divieti di transito mira no a deresponsabilizzare gli enti che invece avrebbero la responsabilità della cura delle strade». Ci saranno anche i motociclisti, in particolare una delegazione del Vespa Club. E ci saranno i trattoristi, che di strade in ordine da quelle parti hanno più che bisogno. Infine alcuni imprenditori, specie agricoli.
Molti dei loro operai, specie stranieri, si muovono in ciclomotore e sono così costretti a giri tortuosi per arrivare al lavoro. «È una palese ingiustizia costringere queste persone meno abbienti a giri assurdi. Vengano sistemate le strade e rimossi i divieti, facendo le cose, non il contrario, e assumendosene le responsabilità».
Una situazione aggravata dal giro di vite di questi giorni, dopo la morte di Lorella Vaccari, la 55enne di San Felice che è caduta ed è stata tragicamente investita da un’auto in corrispondenza del semaforo di via Imperiale, vicina a via Albero, in un altro dei tratti preclusi alle due ruote.
Da giorni infatti le forze dell’ordine si piazzano all’ingresso delle valli. È accaduto così che un noto imprenditore di Massa sia stato fermato alle 6 dl mattino dai carabinieri, durante un giro di allenamento in bici, e multato di 85 euro.
Una situazione per molti aspetti critica. «Anzituto perché se le condizioni delle strade sono pessime, è inutile multare i cittadini, occorre invece sistemarle, cosa che non avviene da tempo. In secondo luogo, il fatto che i cicloamatori scelgano le Valli, rende libera dalla loro presenza altre strade ben più trafficate. Costringerli alle strade trafficate è un assurdo. In terzo luogo, perché è assurdo vietare le strade ai mezzi a due ruote, e consentire il transito ai mezzi pesanti. Dovrebbe accadere semmai il contrario, quando le strade sono in quelle condizioni...». Sono un po’ questi gli argomenti della contestazione che andrà in scena stamane, tra via albero e via Imperiale. Una manifestazione che prevede l’adunata alle 11.15 presso l’azienda Ittica alleva, con camminata fino all’incrocio e al semaforo dove ha perso la vita Lorella.
Una manifestazione pacifica, cui non hanno aderito solo i gruppi di cicloamatori del territorio, cornuti e mazziati dal divieto: «Qualche anno fa - raccontano - un motociclista deve avere fatto causa per i danni alla ruota della sua auto. Il giudice deve avergli dato ragione, perchè è palese che questi divieti di transito mira no a deresponsabilizzare gli enti che invece avrebbero la responsabilità della cura delle strade». Ci saranno anche i motociclisti, in particolare una delegazione del Vespa Club. E ci saranno i trattoristi, che di strade in ordine da quelle parti hanno più che bisogno. Infine alcuni imprenditori, specie agricoli.
Molti dei loro operai, specie stranieri, si muovono in ciclomotore e sono così costretti a giri tortuosi per arrivare al lavoro. «È una palese ingiustizia costringere queste persone meno abbienti a giri assurdi. Vengano sistemate le strade e rimossi i divieti, facendo le cose, non il contrario, e assumendosene le responsabilità».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
