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L’Accademia militare un grande sogno per i gemelli Stella 

L’Accademia militare un grande sogno per i gemelli Stella 

Sono identici, vivono insieme, si organizzano alla perfezione Per tutti 100 alla maturità, ora sognano di diventare cadetti

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Giovanni, Mario e Vittorio Stella. Sono loro i super maturi dell’istituto Strozzi di Mantova. E sono pronti ad iscriversi all’Accademia Militare di Modena e diventare cadetti. Tre fratelli, tre gemelli omozigoti che oltre a condividere l’aspetto- capelli neri, occhiali e un’altezza di due metri che balza subito all’occhio- condividono ora anche il medesimo risultato agli esami di maturità. Ed è un risultato a tre cifre, il massimo a cui si può aspirare: 100/100.

Il loro segreto per raggiungere un traguardo così alto? «Motivazione e passione per le materie che studiamo», svelano. Vivono a Curtatone e dalla prima elementare frequentano la stessa classe. Cinque anni fa hanno scelto di frequentare la scuola di agraria. «Quando si iscrissero - ricorda Marco Zanotti responsabile istituto sede Bigattera - c’erano solo due classi con l’indirizzo da loro scelto, ossia gestione dell’ambiente e del territorio. Separarli significava decidere chi dei tre staccare dal gruppo così furono iscritti nella stessa classe, la sezione E».

«Ci siamo sempre sostenuti a vicenda ma non abbiamo mai studiato insieme. Per concentrarsi occorre lavorare in maniera autonoma. Per gli scritti della maturità nessuna agitazione, l’ansia è salita per gli orali». Giovanni ha portato una tesina sulla figura dell’esteta, Mario sull’allevamento dell’asina da latte, Vittorio sulla coltivazione del bambù. Il 4 luglio il loro percorso scolastico si è concluso. Il primo ad affrontare la commissione è stato Giovanni, poi Mario ed infine Vittorio. «Sapevamo che saremmo usciti con un ottimo voto, ma per prudenza non ci siamo mai sbilanciati anticipando una votazione».

E il traguardo ha regalato grandi soddisfazioni ai genitori ma anche alla scuola che li ha accompagnati e formati e che non vedeva un cento da almeno due anni. «Non ci siamo vestiti uguali durante gli orali: avremmo messo in difficoltà i professori - scherzano- in generale abbiamo da sempre evitato di indossare indumenti identici. Quando abbiamo utilizzato la stessa bici indossando la stessa cuffia e lo stesso giaccone per andare a scuola- ricordano- eravamo davvero irriconoscibili».

E scambiarsi i ruoli per interrogazioni o per l’esame di patente? «Mai. È la gente che immagina scene di questo genere tipiche dei film. Non avrebbe senso fingere di essere un altro». Ma sbagliarsi e confonderli è facile. «È successo più volte ai professori - dicono - alcuni nostri compagni, particolarmente quelli con cui non avevamo instaurato un forte legame di amicizia, hanno imparato a riconoscerci dopo un anno di scuola».

E di elementi in comune i tre giovani ne hanno parecchi. Dalla passione per i libri storici e fantasy a quella per il cinema. Condividono la stessa compagnia di amici ed ora, ad esami terminati, vorrebbero partire sempre insieme per una vacanza in montagna e trovare un lavoro estivo prima di buttarsi nuovamente sui libri. Per tutti e tre c’è l’ipotesi di entrare all’Accademia Militare di Modena ma Giovanni pensa anche a veterinaria mentre Mario e Vittorio a scienze forestali. «Siamo pronti a dividerci. Ci sono sempre i cellulari - sorridono - che ci permetteranno di tenerci in contatto».

Barbara Rodella
 

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