Pavullo, si allarga il fronte del referendum sul punto nascite
I comitati si schierano con la proposta del M5S Rete Imprese: «Chiediamo subito una deroga alla chiusura»
PAVULLO. Subito una deroga alla chiusura del punto nascite di Pavullo, come la stanno chiedendo gli ospedali di Castelnovo Monti e Borgotaro, in attesa di vedere realizzati gli investimenti promessi, più volte disattesi in passato. Lo chiedono le associazioni di categoria riunite in Rete Imprese (Confcommercio, Lapam, Cna e Confesercenti Pavullo), senza fare nessun sconto alla politica. Anzi, le associazioni sottolineano che «la politica in questi anni non ha fatto nulla per difendere l’ospedale di Pavullo, lasciando che il punto nascite, diventato un punto di eccellenza a livello provinciale, venisse depotenziato perdendo così la sua attrattività. Non ha vigilato sugli investimenti infrastrutturali che erano stati promessi e mai mantenuti».
Per gli imprenditori «la chiusura del punto nascite è l’epilogo della mancanza di volontà, da parte della politica, di difendere la più importante azienda di servizi sul territorio del Frignano». Presa di posizione netta, con l’unica eccezione di considerare «positivo» il dialogo avviato con il presidente dell’Unione Leandro Bonucchi e la consigliera regionale Luciana Serri, «unici interlocutori politici che si sono proposti per un confronto». «Ma non riusciamo a spiegarci - incalzano le sigle - come mai il direttore generale Ausl Massimo Annichiarico si sia finora sottratto a ogni nostro invito a discutere sull’argomento».
Prendendo atto del piano investimenti da 5,7 milioni annunciato, Rete Imprese invoca «certezze sui tempi e sulle modalità con cui verranno messi in campo gli interventi». Dando uno sguardo al passato, per le associazioni «Pavullo e l’intera area del Frignano non possono pagare il prezzo di investimenti e decisioni politiche dubbie, come quelli che hanno condotto alla costruzione degli ospedali di Sassuolo e Baggiovara (con il tacito assenso dei politici della nostra montagna), che stanno generando, come era prevedibile, problemi sulla tenuta del sistema socio-sanitario provinciale». Intanto i comitati (Pavullo 95, Salviamo l'ospedale di Pavullo, Comitato Mamme del Frignano e Salviamo le nascite a Pavullo), dopo essersi riuniti giovedi sera hanno deciso di appoggiare il referendum consultivo per dire sì o no alla chiusura proposto dai 5 Stelle. «Se non verrà concesso a maggioranza, raccogliamo le 1300 firme - spiega Gaetano Vandelli di Pavullo 95 - e vedremo l'impatto della consultazione, intanto qui poi negli altri Comuni. Adesso ci dicono che chiudono il punto nascite proponendoci il baratto con il nuovo Ps, poi ci diranno che bisogna scegliere tra nuovo Ps e sale operatorie e via dicendo, perché gli sbandierati 5,7 milioni non ci sono. È una spirale che non porterà a niente, solo a una lenta implosione dell’ospedale». «I sindaci dovrebbero andare una volta alla settimana in ospedale per vedere i problemi - rimarca Enrico Managlia di “Salviamo l’ospedale” - e invece non capiscono la situazione. Il referendum sarà solo l’inizio: se non si prendono loro la responsabilità di protestare contro la Regione, ce la prendiamo noi».
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