Il sindaco: «Sono amareggiato»
Prignano. «Voglio assecondare la Prefettura e cerco altri spazi di accoglienza»
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Ci sarà un incontro pubblico sull’emergenza migranti a Prignano, con la partecipazione di padre Giuliano Stenico, presidente del Ceis. È l’impegno preso ieri mattina a conclusione dell’infuocato incontro in municipio tra il sindaco e i cittadini di Morano.
«È doveroso - ha sottolineato Valter Canali - per far sì che la gente si renda conto di come funziona la dinamica dell’accoglienza e di come il Comune sia al di fuori di ogni discorso di gestione. Non abbiamo capacità, mezzi e competenza per farlo: è la Prefettura che se ne occupa con la collaborazione di una serie di cooperative alla ricerca di alloggi».
Canali ha spiegato che se si trova la disponibilità di un privato e l’alloggio viene ritenuto idoneo, il meccanismo dell’affidamento procede in modo automatico. Ma se proprio non si trova nulla, anche i sindaci possono avere un ruolo attivo nella sola ricerca, “sollecitando” i privati. È quanto ha fatto lui stesso di fronte ai ripetuti richiami della Prefettura: «Ho preso l’impegno davanti alla dottoressa Paba che anche Prignano avrebbe fatto la sua parte nell’accoglienza di queste persone - ha ricordato - e, anche se non spettava a me personalmente, mi sono dato da fare per cercare di reperire spazi disponibili sul territorio. Alla fine dopo un anno e mezzo di tentativi, ero riuscito anche a individuarne uno, senza parlare di numeri: sono stati i gestori a dire che in quell’appartamento potevano starci dalle 5 alle 7 persone. Poi è partita la protesta».
La gente ha invocato con forza un ruolo di regia da parte dell’amministrazione comunale, che faccia in modo che, se accoglienza deve essere, lo sia secondo criteri “sostenibili” e rispettosi delle condizioni socio-culturali delle comunità in cui ci si inserisce. Niente arrivi di massa, insomma, tantomeno in un posto piccolo come Morano.
«Il risultato - ha detto Canali - è che attualmente a Prignano non si riesce a trovare un solo spazio disponibile all’accoglienza dei profughi. Tutta questa situazione mi rammarica. In ogni caso non ci arrendiamo, e continueremo a cercare altri spazi per l’accoglienza, rispettando l’impegno assunto davanti al prefetto».(d.m.)
«È doveroso - ha sottolineato Valter Canali - per far sì che la gente si renda conto di come funziona la dinamica dell’accoglienza e di come il Comune sia al di fuori di ogni discorso di gestione. Non abbiamo capacità, mezzi e competenza per farlo: è la Prefettura che se ne occupa con la collaborazione di una serie di cooperative alla ricerca di alloggi».
Canali ha spiegato che se si trova la disponibilità di un privato e l’alloggio viene ritenuto idoneo, il meccanismo dell’affidamento procede in modo automatico. Ma se proprio non si trova nulla, anche i sindaci possono avere un ruolo attivo nella sola ricerca, “sollecitando” i privati. È quanto ha fatto lui stesso di fronte ai ripetuti richiami della Prefettura: «Ho preso l’impegno davanti alla dottoressa Paba che anche Prignano avrebbe fatto la sua parte nell’accoglienza di queste persone - ha ricordato - e, anche se non spettava a me personalmente, mi sono dato da fare per cercare di reperire spazi disponibili sul territorio. Alla fine dopo un anno e mezzo di tentativi, ero riuscito anche a individuarne uno, senza parlare di numeri: sono stati i gestori a dire che in quell’appartamento potevano starci dalle 5 alle 7 persone. Poi è partita la protesta».
La gente ha invocato con forza un ruolo di regia da parte dell’amministrazione comunale, che faccia in modo che, se accoglienza deve essere, lo sia secondo criteri “sostenibili” e rispettosi delle condizioni socio-culturali delle comunità in cui ci si inserisce. Niente arrivi di massa, insomma, tantomeno in un posto piccolo come Morano.
«Il risultato - ha detto Canali - è che attualmente a Prignano non si riesce a trovare un solo spazio disponibile all’accoglienza dei profughi. Tutta questa situazione mi rammarica. In ogni caso non ci arrendiamo, e continueremo a cercare altri spazi per l’accoglienza, rispettando l’impegno assunto davanti al prefetto».(d.m.)
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