Modena: così la Cittadella diventò inutile e venne cancellata
di Maria Vittoria Melchioni
Era la fortezza simbolo della potenza del Ducato Le ultime vestigia furono demolite nel 1960
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Nell'anno in cui si festeggiano i 2200 anni di Modena e le visite ai nostri monumenti sono aumentate in modo esponenziale, vogliamo ricordare anche una parte della città che non esiste purtroppo più: la Cittadella fortificata.
Voluta da Francesco l nella prima metà del XVII secolo, fu costruita sulla base di un progetto degli ingegneri militari Tensini, Candido e Castellamonte nella zona a Nord-Ovest della città storica, verso la periferia. La pianta era quella “a stella”, pentagonale, circondata da imponenti mura difensive lunghe circa 310 metri per ogni lato e da un fossato.
Questo imponente edificio militare fortificato è stato praticamente cancellato dalla superficie di Modena, salvo la porta di ingresso. Ne è rimasta traccia anche all'Archivio di Stato dov'è conservata una carta geografica del 1670 che riproduce la Cittadella nella sua interezza, completata dall'adiacente “Piazza d'armi”, che simbolicamente divideva la zona militare dai palazzi signorili e dalle case popolari che costituivano la città. Proprio queste enormi dimensioni erano lo specchio del potere politico e della forza del ducato estense in quella particolare epoca storica.
Vi si accedeva tramite un ponte levatoio che veniva calato sul fossato ed era situato nel baluardo Sud sul lato destro. Oltrepassata la porta d'ingresso si accedeva a quella che era una vera e propria città in miniatura ma completamente autonoma. Vi erano diversi edifici con varie funzioni ed era preposta ad ospitare e far continuare le attività vitali di Modena in caso di assedio.
Nel corso dei secoli la fortezza fu più volte presa di mira, danneggiata e in parte distrutta, ma sempre ripristinata fino agli interventi del duca Francesco III e del duca Ercole III che ne cambiarono sostanzialmente l'aspetto e la funzione. Fu, per esempio, cancellato l'isolamento dalla città grazie alla costruzione di una strada praticabile per le carrozze, vennero modificati gli accessi pedonali alle mura creando piacevoli passeggiate elogiate anche dalla stampa del tempo, il fossato fu riempito, il bastione sud fu demolito, gli altri abbassati per rendere il tutto più armonico e integrato nel miglior modo con il resto della città che stava prendendo sempre di più un volto stendhaliano.
Ma i pensieri pacifisti del duca Ercole III si scontrarono con l'arrivo dell'armata francese al seguito di Napoleone. Una volta arrivati in città nel 1796, i francesi ristabilirono la funzione di difesa della Cittadella, interrompendo ogni via d'accesso alla struttura militare e di fatto isolandola nuovamente dal resto di Modena, e stabilendovi le proprie truppe. Ripristinato anche il carcere, nel 1831 fu teatro dell'esecuzione di Ciro Menotti e Vincenzo Borelli e nel 1838 vi morì anche Antonio Lugli capo ideologico dei moti rivoluzionari del ’31. Nel 1832 Francesco IV, nell’intento di ripristinare al massimo l’immagine di città solida e inespugnabile, consolidò le fortificazioni della Cittadella, ma la sua opera fu demolita dal governo rivoluzionari nel 1848 all’epoca della reggenza di Francesco V.
Nel XX secolo, poi, l'espansione urbanistica cancellò ogni traccia delle mura di cinta per dare vita al quartiere moderno come lo consociamo ora. Le ultime parti della gloriosa fortezza furono demolite attorno al 1960.
Voluta da Francesco l nella prima metà del XVII secolo, fu costruita sulla base di un progetto degli ingegneri militari Tensini, Candido e Castellamonte nella zona a Nord-Ovest della città storica, verso la periferia. La pianta era quella “a stella”, pentagonale, circondata da imponenti mura difensive lunghe circa 310 metri per ogni lato e da un fossato.
Questo imponente edificio militare fortificato è stato praticamente cancellato dalla superficie di Modena, salvo la porta di ingresso. Ne è rimasta traccia anche all'Archivio di Stato dov'è conservata una carta geografica del 1670 che riproduce la Cittadella nella sua interezza, completata dall'adiacente “Piazza d'armi”, che simbolicamente divideva la zona militare dai palazzi signorili e dalle case popolari che costituivano la città. Proprio queste enormi dimensioni erano lo specchio del potere politico e della forza del ducato estense in quella particolare epoca storica.
Vi si accedeva tramite un ponte levatoio che veniva calato sul fossato ed era situato nel baluardo Sud sul lato destro. Oltrepassata la porta d'ingresso si accedeva a quella che era una vera e propria città in miniatura ma completamente autonoma. Vi erano diversi edifici con varie funzioni ed era preposta ad ospitare e far continuare le attività vitali di Modena in caso di assedio.
Nel corso dei secoli la fortezza fu più volte presa di mira, danneggiata e in parte distrutta, ma sempre ripristinata fino agli interventi del duca Francesco III e del duca Ercole III che ne cambiarono sostanzialmente l'aspetto e la funzione. Fu, per esempio, cancellato l'isolamento dalla città grazie alla costruzione di una strada praticabile per le carrozze, vennero modificati gli accessi pedonali alle mura creando piacevoli passeggiate elogiate anche dalla stampa del tempo, il fossato fu riempito, il bastione sud fu demolito, gli altri abbassati per rendere il tutto più armonico e integrato nel miglior modo con il resto della città che stava prendendo sempre di più un volto stendhaliano.
Ma i pensieri pacifisti del duca Ercole III si scontrarono con l'arrivo dell'armata francese al seguito di Napoleone. Una volta arrivati in città nel 1796, i francesi ristabilirono la funzione di difesa della Cittadella, interrompendo ogni via d'accesso alla struttura militare e di fatto isolandola nuovamente dal resto di Modena, e stabilendovi le proprie truppe. Ripristinato anche il carcere, nel 1831 fu teatro dell'esecuzione di Ciro Menotti e Vincenzo Borelli e nel 1838 vi morì anche Antonio Lugli capo ideologico dei moti rivoluzionari del ’31. Nel 1832 Francesco IV, nell’intento di ripristinare al massimo l’immagine di città solida e inespugnabile, consolidò le fortificazioni della Cittadella, ma la sua opera fu demolita dal governo rivoluzionari nel 1848 all’epoca della reggenza di Francesco V.
Nel XX secolo, poi, l'espansione urbanistica cancellò ogni traccia delle mura di cinta per dare vita al quartiere moderno come lo consociamo ora. Le ultime parti della gloriosa fortezza furono demolite attorno al 1960.
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