Modena, vince contro lo Stato: terrà il doppio cognome
Giulio Garuti ha scelto questa opzione dopo l’unione civile con il compagno L’attuazione della legge Cirinnà ne impone la revoca: la coppia ha fatto ricorso
MODENA. Cesare e Giulio si sono sposati in Norvegia nel 2014 e hanno trascritto in Italia la propria unione civile nel primo giorno utile per farlo, lo scorso anno in agosto. La coppia nei giorni scorsi ha vinto un’importante battaglia legale per un ulteriore riconoscimento delle coppie omosessuali: quello di mantenere il doppio cognome.
Giulio Garuti, nato a Modena, 66 anni, in passato docente universitario e, attualmente, ricercatore a tempo pieno in campo umanistico, ha conosciuto Cesare, che preferisce mantenere l’anonimato, in un bar a Cesena, per coincidenza. Da quel momento il loro amore è diventato sempre più solido, tanto da trasformarsi nel matrimonio nella terra dei fiordi nel 2014, consolidato dall’unione civile nel 2016. La legge Cirinnà, inizialmente, prevedeva la possibilità di scegliere se mantenere il proprio cognome, dopo l’unione civile, o di aggiungere anche quello del partner. Un diritto revocato con il decreto di attuazione della legge: condizione che ha messo in difficoltà le coppie in cui almeno uno dei due componenti aveva scelto di introdurre il doppio cognome.
«Io avevo scelto di aggiungere anche il cognome del mio compagno - spiega Giulio Garuti che abita con Cesare a Bologna - ma ho visto revocata questa opzione con grossi disagi. Ho quindi scelto di presentare ricorso allo Stato perché lo stesso Stato dev’essere serio: non deve legiferare in un modo poi rovesciare completamente il contenuto della norma. Secondo, dopo due mesi dalla celebrazione dell’unione civile, mi è arrivato il tesserino sanitario a casa. Tesserino che riportava il doppio cognome. Questo comporta che il cittadino esemplare debba rettificare anche gli altri documenti: carta d’identità, patente, carta di credito etc... Immaginiamo di dovere ritrasformare tutti i documenti con un cognome solo. Non si tratta banalmente di un disguido, ma di un’enorme perdita di tempo, oltre che del significato sociale del portare il doppio cognome. Abbiamo quindi presentato ricorso al Tribunale di Modena contro la revoca del doppio cognome che avrebbe dovuto essere cancellato dal Comune di Modena. E abbiamo vinto» conclude Garuti.
Esultano del risultato gli avvocati Stefano Chinotti e Vincenzo Miri, entrambi soci della rete Lenford. «La scelta di tenere il doppi ocognome dà maggiore visibilità all’unione civile - argomenta l’avvocato Chinotti - Ha un significato sociale dalla ricaduta enorme. In seguito al decreto di attuazione non è più possibile scegliere di aggiungere il cognome del partner al proprio. Molte coppie si sono trovate in difficoltà».
Di certo, la sentenza del Tribunale di Modena farà giurisprudenza e costituirà un precedente per casi analoghi in tutta Italia.
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