«Accogliamo una famiglia, non dei ragazzi»
Prignano. Tensione a Morano, i residenti non mollano per evitare che l’ex scuola ospiti i profughi
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PRIGNANO. Non si allenta la tensione a Morano di Prignano sulla questione profughi. Dopo aver “assediato” sabato in municipio il sindaco Valter Canali, i residenti già ieri sono tornati alla carica inviandogli una mail di posta certificata per chiedere in tempi strettissimi garanzie di “non occupazione” dell'ex scuola. Come abbiamo raccontato, con la loro iniziativa hanno già fatto rientrare il “rischio” legato all'arrivo di 5-7 persone (gestite dal Ceis di Modena) in un appartamento, prendendolo loro in affitto. C'è però il secondo contenitore critico, a pochi metri dal primo: l'ex scuola elementare, dove il sindaco è stato visto nei giorni scorsi fare un sopralluogo tecnico che è sembrato il preludio di una messa in disponibilità alla Prefettura di tutto l'edificio. Sabato l'infuocato incontro in municipio si era chiuso solo con la promessa che il Comune avrebbe sottoscritto un documento certificante l'inidoneità dell'immobile all'accoglienza profughi.
I residenti pensavano a una dichiarazione di inagibilità, ma nelle ore successive il sindaco ha comunicato che quella non si può fare perché l'agibilità c'è. Ha detto che però farà una delibera di giunta in cui si dichiara che il Comune non mette a disposizione l'ex scuola per i profughi. E i residenti ieri tramite Pec hanno chiesto che questa delibera venga fatta subito, perché si aspettano l'arrivo imminente di profughi che sconvolgerebbero la tranquillità di un piccolo borgo in cui ci sono soprattutto bambini, donne e anziani. «Ma la delibera a cui pensa il sindaco creerà solo altri problemi – nota il consigliere di opposizione Walter Telleri – perché è paradossale che lui vada in giro a chiedere appartamenti per i profughi e poi neghi la disponibilità di spazi pubblici. Canali non fa l'unica cosa che dovrebbe fare: aprire un tavolo con associazioni e parrocchie per vedere assieme come si possono ripartire i profughi nelle varie frazioni senza concentrare tutto in una».
Da parte loro, i residenti di Morano ci tengono a non passare per razzisti: «Siamo stati il primo paese qui a ospitare immigrati, fin dagli anni '70 – ricordano – e in 25 anni di feste abbiamo sempre raccolto fondi per chi era in difficoltà, anche per i lebbrosi di don Arrigo Malavolti in Brasile. Siamo disponibili ad accogliere un nucleo famigliare, ma non una serie di ragazzi che starebbero tutto il giorno a bighellonare, facendosi magari venire dei brutti pensieri».
Daniele Montanari
I residenti pensavano a una dichiarazione di inagibilità, ma nelle ore successive il sindaco ha comunicato che quella non si può fare perché l'agibilità c'è. Ha detto che però farà una delibera di giunta in cui si dichiara che il Comune non mette a disposizione l'ex scuola per i profughi. E i residenti ieri tramite Pec hanno chiesto che questa delibera venga fatta subito, perché si aspettano l'arrivo imminente di profughi che sconvolgerebbero la tranquillità di un piccolo borgo in cui ci sono soprattutto bambini, donne e anziani. «Ma la delibera a cui pensa il sindaco creerà solo altri problemi – nota il consigliere di opposizione Walter Telleri – perché è paradossale che lui vada in giro a chiedere appartamenti per i profughi e poi neghi la disponibilità di spazi pubblici. Canali non fa l'unica cosa che dovrebbe fare: aprire un tavolo con associazioni e parrocchie per vedere assieme come si possono ripartire i profughi nelle varie frazioni senza concentrare tutto in una».
Da parte loro, i residenti di Morano ci tengono a non passare per razzisti: «Siamo stati il primo paese qui a ospitare immigrati, fin dagli anni '70 – ricordano – e in 25 anni di feste abbiamo sempre raccolto fondi per chi era in difficoltà, anche per i lebbrosi di don Arrigo Malavolti in Brasile. Siamo disponibili ad accogliere un nucleo famigliare, ma non una serie di ragazzi che starebbero tutto il giorno a bighellonare, facendosi magari venire dei brutti pensieri».
Daniele Montanari
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