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Carpi, i vandali dei bus: «Siamo pentiti, pronti a lavori socialmente utili»

di Serena Arbizzi
Carpi, i vandali dei bus: «Siamo pentiti, pronti a lavori socialmente utili»

Il legale di uno dei giovani ha trasmesso al sindaco Bellelli una lettera: «Siamo pentiti». Uno è uscito dal carcere. In aprile sfasciarono l’ingresso del Meucci dopo avere rubato autobus Seta

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CARPI. È già fuori dal carcere uno dei tre vandali che, lo scorso aprile, hanno rubato cinque pullman Seta dal deposito della stazione delle corriere di via Peruzzi per poi scorrazzare in giro per la città e schiantarsi contro l’ingresso del Meucci di via dello Sport.

I tre sono stati destinati a tre diverse comunità in attesa di giudizio: per uno di loro si erano aperte le porte del carcere, però, perché, nonostante la gravità del gesto commesso, non aveva perso il vizio: il vandalo aveva sequestrato le chiavi di un pulmino di proprietà della struttura ed era solito “divertirsi” lanciando sassi alle auto.

La misura del carcere, tuttavia, è durata un mese e il vandalo è stato riaffidato a una comunità. Siccome non c’era posto nella struttura in cui è stato ospitato in precedenza, il vandalo è stato affidato a una comunità di Macerata, nelle Marche.

Nel frattempo, si avvicina la data della sentenza per i tre, che hanno provocato mezzo milione di euro di danni, tra quelli perpetrati ai mezzi Seta e quelli alla struttura scolastica.

Per questo, la difesa dei tre vandali, esercitata dall’avvocato reggiano Mario Di Frenna, ha proposto che gli autori del gesto siano impiegati in progetti socialmente utili per la città di Carpi. La difesa, infatti, ha mandato una lettera al sindaco Alberto Bellelli. Lettera in cui, oltre alle scuse e a segni di pentimento, i tre avrebbero evidenziato la volontà di svolgere lavori socialmente utili. Il proposito, infatti, è quello di impiegarli per svolgere mansioni utili alla comunità carpigiana, pesantemente danneggiata durante quella nottata tremenda in cui avrebbero potuto mettere a repentaglio l’incolumità di diverse persone, mettendosi in strada, alla guida dei pullman.

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I tre dovranno rispondere in sede di giudizio ad una lunga serie di capi di accusa: guida senza patente, danneggiamento, furto continuato e aggravato, oltre all’interruzione di pubblico servizio, dal momento che l’istituto scolastico è rimasto chiuso tre giorni dopo la notte di danneggiamenti per permettere il ritorno in totale sicurezza a studenti e personale scolastico. Il giudice potrà decidere che i tre vadano in carcere o che affrontino un periodo di “messa alla prova”, una modalità alternativa di definizione del processo che consente agli imputati di dare prova di pentimento tramite il proprio comportamento.

Intanto, anche la Provincia, cui fa riferimento l’istituto tecnico Meucci, si è organizzata per richiedere il risarcimento dei danni subìti. La Provincia fa sapere che il danno dovrebbe essere coperto dall’assicurazione e di aver avviato tutte le pratiche necessarie per vedersi accreditare il rimborso. Si parla di 37mila euro.

Entrando nel dettaglio, l’assicurazione ha chiesto alla Provincia di avviare la procedura di richiesta alla famiglia del danno.

In seguito, a seconda della risposta che daranno le famiglie, l’assicurazione si potrà attivare con la sua richiesta di risarcimento.
 

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