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La Fratelli Baraldi affittata a imprenditori della Bassa

La Fratelli Baraldi affittata a imprenditori della Bassa

San Prospero. Due manager di San Felice rilevano l’ azienda e i 64 dipendenti Dopo il no al concordato, piano di rilancio di cinque anni con divisione in tre rami

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SAN PROSPERO. Colpo di scena nella complessa vertenza della Fratelli Baraldi di Staggia. A salvare l’azienda e i suoi 64 operai, con una operazione studiata nei dettagli, non saranno né le banche, né i magnati orientali di cui si favoleggiava da qualche tempo.

Saranno due imprenditori della Bassa, nello specifico di San Felice. Uno con una spettacolare esperienza in un settore che esula dalla edilizia, e che ha deciso di rimettere in gioco le sue competenze, affiancando il collega, che invece è un vecchio marpione nel settore delle costruzioni.

A quanto è trapelato, i due prenderanno in affitto l’azienda che ha sbattuto contro il muro del concordato in continuità. Avviato parecchi mesi or sono ed arenato dal diniego della maggioranza dei creditori, non solo di un istituto di credito che deve avere parecchi milioni di euro e non ha accettato una drastica riduzione prevista nell’ipotesi di concordato. La soluzione alternativa si è definita in questi giorni: una nuova società, costituita dai due imprenditori, rileverà mezzi e attività aziendali in affitto, assumendo direttamente tutti i dipendenti della Baraldi, che hanno già condiviso la nuova strategia, tesa a salvare un patrimonio di esperienze e di mezzi unico nella Bassa e per certi aspetti in Italia.

Secondo le prime indiscrezioni, l’attività aziendale verrà suddivisa in tre tronconi. Uno dedicato alle infrastrutture, uno alle costruzioni e uno alle demolizioni, ognuno dei quali avrà propri responsabili, scelti in base alle competenze e alle esperienze che hanno maturato nel tempo. Il nuovo gruppo imprenditoriale verserà in questi giorni una importante cifra per avviare l’operazione. Destinata a durare cinque anni, al termine dei quali complessivamente saranno versati alcuni milioni di euro. Infine la nuova impresa non escluderà del tutto la vecchia dirigenza: i Baraldi in questi anni hanno lottato disperatamente per salvare l’azienda. Ultimamente avevano anche presentato un appello al presidente della Repubblica Mattarella in visita a Mirandola, lamentando la decisione della banca di non assecondare le proposte di concordato. Che ora, alla luce di nuova situazione che offre qualche spiraglio in più, potrà essere rielaborato.

Impresa Baraldi è una delle più storiche nella Bassa, e nelle demolizioni ha una fama che travalica i confini italiani. Nei momenti migliori ha impiegato anche trecento persone, con cantieri in tutta Italia. Esclusa dalla white list, c’era rientrata azzerando il management, ma non senza perplessità e polemiche. Nel contempo, si è fatta sentire la crisi, in tutte le sue componenti: scoppio della bolla speculativa del settore con immensi patrimoni invenduti, crisi di liquidità e di relazioni con il sistema bancario... Mancano ancora le ufficialità, ma ora, dopo tanto travaglio, alla Baraldi intravvede la luce in fondo al tunnel. (ase)

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