«Questo non è il Bronx paghiamo scelte sbagliate»
di Stefano Totaro
Sfogo dei negozianti: «Problemi da risolvere, ma qui si vive e si lavora bene»
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«Non vogliamo esser “marchiati”. Non vogliamo, noi che siamo a tutti gli effetti, la parte buona di viale Gramsci, doverci sobbarcare il peso di scelte sbagliate che si stanno ripercuotendo su tutti e su tutta la città. Non ce lo meritiamo. Qui, in questa zona vivono migliaia di persone, di ogni ceto sociale e sono attive e cercano di prosperare decine di attività commerciali. Ma ormai è un continuo affossare, nascondere, far finta che non accada nulla. E se accade qualcosa viene enfatizzato. Non siamo protetti come in centro storico».
Alcuni commercianti (artigiani, esercenti, negozianti di varie tipologie commerciali) non ci stanno ad essere visti come “dei sopravvissuti”, come gente “ che vive nel Bronx” perché tutto questo si ritorce nei loro confronti come un boomerang.
«Quando leggiamo sui giornali il nome della nostra via ci viene un tuffo al cuore - spiegano - perché è sempre più una delusione che però sta diventando sempre più rabbia. Siamo stanchi di sentire i nostri clienti che arrivano in macchina, restano in auto, ci telefonano e ci dicono “scusa, mi vieni a prendere? Mi fai da scorta? Sai qui siamo il viale Gramsci...”. Così non va bene».
E aggiungono, quelli della vecchia guardia, che già dagli anni 60 la zona aveva la sua nomea, con i primi palazzoni e i primi insediamenti popolari, una area che veniva considerata un po’ da serie B. «Ma qui la gente ha sempre lavorato e continua a farlo. Quello che ci fa arrabbiare è il voler persistere con un modello, con un sistema o e con delle soluzioni che non hanno funzionato e i cui risultati li paghiamo ogni giorno».
I commercianti puntano il dito contro all'amministrazione comunale la cui politica, a loro avviso fallimentare nello specifico, porta un solo nome . R-Nord.
«È quello il vero problema. Per anni si è stati a guardare il degrado, per anni si è andati avanti con operazioni di polizia e poi, cercando di rivitalizzare, sono arrivati gli insediamenti. Ma cosa hanno davvero portato questi nuovi spazi? Che effetto ha avuto avere la Croce Rossa, quegli uffici della polizia municipale? Diciamolo chiaramente: a livello di sicurezza ben poco. La Coop si è rifatta l'immagine? Bene, certo, ma questo porterà loro magari nuovi clienti. Ma a livello di sicurezza?».
«Il vero problema - proseguono - è che l’R-Nord continua ad essere un grande contenitore di sbandati, di irregolari, di gente che delinque spacciando. E tutto gravita attorno a quello stabile. I nuovi arrivati trovano rifugio in quegli appartamenti e ce li ritroviamo in strada a lavorare con al droga, perché in breve tempo capiscono che si fanno facili affari. Ormai si è creato un giro che è sempre quello da anni: il parco XXII Aprile come luogo di spaccio e poi le strade, i vari collegamenti, dall’R-Nord alla stazione, al Tempio. Già, al Tempio. Lì ci sono stati massicci interventi, il Comune si è scomodato e parecchio, con tante iniziative, forse perché è vicino al centro storico. Noi che siamo al di là del cavalcavia forse siamo lontani?».
«La nostra preoccupazione è che se non si cambia indirizzo, se non vengono fatte politiche diverse - afferma il gruppo di commercianti di viale Gramsci - questa zona può diventare un contenitore sempre più vasto per tutto lo spaccio, per tutte le bande. Un luogo di affari e un rifugio, una centrale ben organizzata e protetta dall’R-Nord come struttura e dalla facilità con cui, in caso di retate, si scappa dal parco XXII Aprile».
Dunque mentre i residenti, che si sono riuniti in un comitato, cercando di difendersi lanciando come è accaduto ieri sera segnali ai malviventi, passeggiando, facendo le cosiddette ronde lungo il viale e le strade limitrofe, i commercianti che costituiscono pure loro il tessuto vitale della zona e che giocano comunque un ruolo fondamentale si fanno sentire, cercano con il loro intervento di spronare l'amministrazione comunale ad intervenire con soluzioni e politiche diverse e più incisive.
Cercano soprattutto di non essere più “bollati”, di non essere più automaticamente associati in negativo a retate, a risse, a spaccio, a fatti di sangue: lo reclama la loto dignità d cittadini e di commercianti, lo richiedono i loro diritti di continuare a lavorare con profitto e in condizioni “normali”, come è giusto che sia in qualsiasi parte della nostra città
Alcuni commercianti (artigiani, esercenti, negozianti di varie tipologie commerciali) non ci stanno ad essere visti come “dei sopravvissuti”, come gente “ che vive nel Bronx” perché tutto questo si ritorce nei loro confronti come un boomerang.
«Quando leggiamo sui giornali il nome della nostra via ci viene un tuffo al cuore - spiegano - perché è sempre più una delusione che però sta diventando sempre più rabbia. Siamo stanchi di sentire i nostri clienti che arrivano in macchina, restano in auto, ci telefonano e ci dicono “scusa, mi vieni a prendere? Mi fai da scorta? Sai qui siamo il viale Gramsci...”. Così non va bene».
E aggiungono, quelli della vecchia guardia, che già dagli anni 60 la zona aveva la sua nomea, con i primi palazzoni e i primi insediamenti popolari, una area che veniva considerata un po’ da serie B. «Ma qui la gente ha sempre lavorato e continua a farlo. Quello che ci fa arrabbiare è il voler persistere con un modello, con un sistema o e con delle soluzioni che non hanno funzionato e i cui risultati li paghiamo ogni giorno».
I commercianti puntano il dito contro all'amministrazione comunale la cui politica, a loro avviso fallimentare nello specifico, porta un solo nome . R-Nord.
«È quello il vero problema. Per anni si è stati a guardare il degrado, per anni si è andati avanti con operazioni di polizia e poi, cercando di rivitalizzare, sono arrivati gli insediamenti. Ma cosa hanno davvero portato questi nuovi spazi? Che effetto ha avuto avere la Croce Rossa, quegli uffici della polizia municipale? Diciamolo chiaramente: a livello di sicurezza ben poco. La Coop si è rifatta l'immagine? Bene, certo, ma questo porterà loro magari nuovi clienti. Ma a livello di sicurezza?».
«Il vero problema - proseguono - è che l’R-Nord continua ad essere un grande contenitore di sbandati, di irregolari, di gente che delinque spacciando. E tutto gravita attorno a quello stabile. I nuovi arrivati trovano rifugio in quegli appartamenti e ce li ritroviamo in strada a lavorare con al droga, perché in breve tempo capiscono che si fanno facili affari. Ormai si è creato un giro che è sempre quello da anni: il parco XXII Aprile come luogo di spaccio e poi le strade, i vari collegamenti, dall’R-Nord alla stazione, al Tempio. Già, al Tempio. Lì ci sono stati massicci interventi, il Comune si è scomodato e parecchio, con tante iniziative, forse perché è vicino al centro storico. Noi che siamo al di là del cavalcavia forse siamo lontani?».
«La nostra preoccupazione è che se non si cambia indirizzo, se non vengono fatte politiche diverse - afferma il gruppo di commercianti di viale Gramsci - questa zona può diventare un contenitore sempre più vasto per tutto lo spaccio, per tutte le bande. Un luogo di affari e un rifugio, una centrale ben organizzata e protetta dall’R-Nord come struttura e dalla facilità con cui, in caso di retate, si scappa dal parco XXII Aprile».
Dunque mentre i residenti, che si sono riuniti in un comitato, cercando di difendersi lanciando come è accaduto ieri sera segnali ai malviventi, passeggiando, facendo le cosiddette ronde lungo il viale e le strade limitrofe, i commercianti che costituiscono pure loro il tessuto vitale della zona e che giocano comunque un ruolo fondamentale si fanno sentire, cercano con il loro intervento di spronare l'amministrazione comunale ad intervenire con soluzioni e politiche diverse e più incisive.
Cercano soprattutto di non essere più “bollati”, di non essere più automaticamente associati in negativo a retate, a risse, a spaccio, a fatti di sangue: lo reclama la loto dignità d cittadini e di commercianti, lo richiedono i loro diritti di continuare a lavorare con profitto e in condizioni “normali”, come è giusto che sia in qualsiasi parte della nostra città
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