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Un’altra stangata all’amico dei criminali

Un’altra stangata all’amico dei criminali

Mirandola. La Finanza sequestrano beni per 125mila euro ad un imprenditore vicino alla ’ndrangheta

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MIRANDOLA. Ancora un blitz delle Fiamme Gialle nella Bassa contro un imprenditore in odore di mafia. La Guardia di Finanza di Bologna ha sequestrato infatti l’ulteriore patrimonio riconducibile all’imprenditore edile di origine campana, Giuseppe D’Onghia. L’uomo è stato giudicato "socialmente pericoloso", sia per aver commesso “reiterati e sistematici delitti in ambito economico-finanziario” (evasioni fiscali e fatturazioni per operazioni in esistenti) sia per la sua “vicinanza a pregiudicati e ad esponenti contigui alla criminalità organizzata campana e calabrese”. «La continuità di frequentazioni e comunanza di interessi legati ad attività illecite con referenti in provincia di Modena del clan Schiavone di Casal di Principe, compreso Pasquale Perrone»: era una delle motivazioni per cui la Prefettura aveva escluso l’azienda di D’Onghia dalla white list.

Nell’ultima operazione sono invece state sequestrate quattro autorimesse, un’auto di lusso e una società attiva nel settore edile a Mirandola, fittiziamente intestate alla figlia. Valore complessivo: oltre 125mila euro.

Il provvedimento, disposto dal tribunale di Modena, costituisce dunque un prolungamento degli stessi sequestri già eseguiti il 15 giugno dal Gico (Gruppo investigazione criminalità organizzata) del Nucleo di polizia tributaria di Bologna, ai sensi del codice antimafia, su delega della Procura di Modena (l’inchiesta è coordinata dal sostituto procuratore Claudia Ferretti). Con il secondo sequestro il valore totale tolto dalla disponibilità di Giuseppe D’Onghia sale a quasi due milioni di euro. È stata la sproporzione tra quanto dichiarato dall’imprenditore rispetto al suo stile di vita che ha acceso il faro della Finanza. A giugno erano arrivati i sigilli per una villa, cinque appartamenti, sette autorimesse, un fabbricato industriale, tre partecipazioni sociali e rapporti bancari tra Mirandola, San Felice, Massa e Crevalcore.



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