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Viale Gramsci, la gente scende in strada «Siamo esasperati»

Viale Gramsci, la gente scende in strada «Siamo esasperati»

Camminata dei residenti di viale Gramsci e della zona Sacca per riappropriarsi del quartiere dove lo spaccio regna da mattina a sera. «Non vogliamo diventare un ghetto. Questa è zona franca: servono più controlli»

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MODENA. «Chiamatela come volete, ma per noi è una passeggiata. Non siamo razzisti, non abbiamo bisogno di “vestirci” con divise di questo o quel partito, siamo semplicemente residenti di viale Gramsci che scendono in strada per fare due passi. Vogliamo riappropriarci della nostra zona altrimenti, se restiamo in casa per paura di questo o di quello, lasciamo a chi spaccia lo spazio necessario per fare i propri comodi. Se andiamo noi nel parco sicuramente inizierebbero a non andarci più».

IL PERCORSO. Così ieri sera, dalle 21 in poi, un nutrito gruppo di residenti ha effettuato un giro lungo viale Gramsci, partito all’altezza del civico 350. Prima pochi e poi, man a mano che il gruppo avanzava verso la rotonda dell’R-Nord sempre di più, anche bambini, nonne e persone in bicicletta. Si univano inquilini dei palazzi, altri incuriositi guardavano dai balconi. Poi il gruppo ha svoltato in strada Attiraglio, risalendo verso il parco XXII Aprile per poi riportarsi all’inizio di viale Gramsci, dove c’è il capolinea del bus. «Anche questo punto è diventato luogo di spaccio».

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"SIAMO ESASPERATI". Durante la passeggiata i residenti chiariscono ulteriormente il significato della loro azione: «Qui ci sono le nostre case e i nostri spazi e vogliamo riprenderceli». C’è chi parla chiaramente di limite raggiunto, se non sorpassato da tempo. «Siamo qui - dice uno dei residenti - perché siamo ormai esasperati. Quando ci troviamo persone che bivaccano, che urinano davanti alla porta, che reagiscono se diciamo loro qualcosa, se ci troviamo tra due fuochi, quello dell’R-Nord e quello del parco, non dico da un po’ di tempo ma da anni, allora capite che siamo esasperati e soprattutto arrabbiati». La protesta ha una finalità chiara: «Non siamo una zona franca in cui tutto può essere lecito e nemmeno vogliamo essere un ghetto, chiuso rispetto al resto della città. Servono più controlli»

LE DUE ZONE CALDE. In tanti sottolineano come viale Gramsci sia vivibile, che spesso si usa a sproposito il nome del viale quando invece i problemi sono provocati dal XXII Aprile e dal’R-Nord e per questo attaccano il Comune , reo a loro avviso di «non intervenire a dovere soprattutto all’R-Nord, uno stabile e una zona che sono ormai un concentrato di illegalità. Noi qui abbiamo condomini dove, al contrario di altre zone modenesi, gli stranieri sono molto pochi. Non ci sono stabili “ghetto”, anzi ci sono parecchie famiglie di stranieri che sarebbero scese in strada con noi, ma non lo fanno perché hanno paura di probabili ritorsioni. In ogni caso noi ci diamo da fare per la nostra zona, è ora che vengano impiegate risorse, intendiamo dire uomini, anche per l’R-Nord e non solo statistiche sventolate da questo o da quel responsabile».
 

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