Carpi, due anni di carcere ai vandali dei bus
Il Tribunale dei Minori non ha accolto la richiesta di impiegarli in lavori socialmente utili nel centro diurno per anziani
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Due anni di carcere per i tre vandali che hanno rubato cinque pullman “Seta” dal deposito degli autobus di via Peruzzi, si sono messi alla guida per tutta la città pur non avendo la patente e hanno finito il pericolosissimo tragitto schiantandosi contro l’istituto tecnico Meucci.
Lo ha deciso ieri pomeriggio il giudice del Tribunale dei Minori di Bologna Luigi Martello, respingendo la richiesta dell’avvocato difensore dei tre, Mario Di Frenna, affinché i ragazzini venissero impiegati in un percorso di rieducazione presso una struttura del Comune di Carpi. Il pubblico ministero aveva invece chiesto quattro anni per due di loro e quattro anni e due mesi per il più grande.
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In Aula erano presenti gli studenti insieme alle loro famiglie. Il pm ha espresso parere negativo rispetto alla “messa in prova”, ossia ai lavori socialmente utili. I tre ora ritorneranno in comunità in attesa che, tra 15 giorni, vengano depositate le motivazioni della sentenza, e scatti il termine di 30 giorni per l’appello che l’avvocato Di Frenna ha già annunciato di voler presentare presso la corte d’Appello dei minori di Bologna.
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I tre sono stati chiamati a rispondere di danneggiamento aggravato, furto, interruzione di pubblico servizio e guida senza patente. Il più grave tra questi capi d’imputazione è stato considerato il furto poiché alla guida delle corriere hanno messo a rischio se stessi e devastato l’ingresso di una scuola.
«I ragazzi sono rimasti delusi e io ritengo che per loro sarebbe stato meglio, dal punto di vista educativo e formativo, un percorso in cui avrebbero potuto rendersi utili alla comunità danneggiata», spiega l’avvocato Di Frenna.
Il Tribunale non ha neppure tenuto in considerazione le due lettere inviate dal sindaco Alberto Bellelli per l’inserimento dei ragazzini in una struttura comunale. I tre avrebbero infatti dovuto prestare servizio in un centro diurno per anziani coordinato dall’Asp.
La prima lettera è stata inviata dal Gabinetto del sindaco al Tribunale dei minori. Con la seconda missiva, scritta mercoledì, Bellelli ha dato la disponibilità affinché i giovani prestassero servizio nei centri diurni di assistenza agli anziani, in virtù del fatto che si tratta di tre ragazzi cresciuti sul territorio comunale e il lavoro prestato in quella struttura avrebbe potuto ripagare la città pesantemente danneggiata dal loro comportamento. L’atto vandalico ha provocato mezzo milioni di euro di danni tra quelli causati alla scuola e quelli riportati dai bus, ma il giudice non ha competenza su eventuali risarcimenti.
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