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Filma i suoceri nel loro cortile durate una lite: lo processano

di Carlo Gregori
Filma i suoceri nel loro cortile durate una lite: lo processano

Un 50enne di Castelfranco è imputato con l'accusa di aver violato la loro intimità familiare per aver ripreso il battibecco dal marciapiede mentre i suoceri erano nel loro cortile: è violazione della privacy?

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CASTELFRANCO. I litigi tra una coppia e i familiari di lei sono degenerati al punto che il marito ha deciso di riprendere in video le sgradevoli conversazioni che ogni volta si creavano tra la strada e il cortile dei suoceri ma i familiari lo hanno denunciato per “interferenze illecite nella vita privata”, reato per il quale è stato rinviato a giudizio e ieri, difeso dall’avvocato Elio Bacchelli, è comparso per la prima volta davanti al giudice.

Il caso è piuttosto insolito, in quanto questo reato è tipico, ad esempio, dei fotografi “paparazzi” che scattano foto dei vip mentre prendono il sole nei loro giardini. In questo caso invece si tratta di gente comune - abitano a Rastellino di Castelfranco - che accusa un’intrusione per una registrazione su una lite tra la strada e un cortile. Due famiglie unite da stretta parentela che stanno in villette una vicina all’altra.

Da una parte l’imputato, un 50enne, e la moglie. Dall’altro, i suoceri dell’uomo (e quindi genitori della moglie) e anche una sorella di lei e suo marito. Tra i due nuclei non corre buon sangue. I motivi pare che affondino in screzi avvenuti da tempo, ma non è questo l’argomento della vicenda. Il caso è invece legato all’utilizzo atipico di una videocamera. È successo che il 50enne, a forza di rivangare frasi dette e sentite che non trovavano conferma dalle controparti, ha deciso di prendersi le testimonianze a futura memoria registrandole durante le liti.

Al processo si parlerà in particolare di un caso di due anni fa, dal momento che quelli precedenti finirebbero comunque in prescrizione. Quella volta l’uomo e la moglie si trovavano sul marciapiedi stradale e riprendevano il loro litigio con familiari che si trovavano invece dentro il loro cortile. Questi hanno perso le staffe e hanno denunciato il genero e cognato per l’intrusione nella loro proprietà privata. La difesa sarà però tutta giocata sul dubbio: si può riprendere una conversazione dalla strada se l’interlocutore è nella sua proprietà senza violare la sua intimità familiare?
 

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